Il primo blocco dovuto alla pandemia da coronavirus è stato molto duro per il settore della ristorazione e dell’ospitalità dei Paesi Bassi. Infatti, nel secondo trimestre del 2020, 112 imprese di ristorazione e 19 hotel hanno dichiarato fallimento. Questo è il numero più alto mai registrato nel settore della ristorazione dalla fine del 2013, e il più alto per il comparto alberghiero dal 2009, anno in cui è iniziato ad essere monitorato, dal Central Bureau voor de Statistiek (Ufficio Cnetrale per la Statistica).

Nel complesso, il numero di fallimenti nell’economia olandese è stato ben al di sotto del livello delle precedenti crisi economiche. I molti pacchetti di sostegno da parte del governo hanno aiutato a mantenere a galla le aziende in difficoltà. Dal terzo trimestre del 2020, infatti i fallimenti nel settore della ristorazione e dell’ospitalità hanno iniziato a tenere il passo con il resto dell’economia, con poche aziende in bancarotta. In tutto l’anno passato sono fallite 286 aziende, 32 in più rispetto all’anno precedente.

Il numero di chiusure di aziende nel settore della ristorazione e dell’ospitalità è aumentato del 12% nel 2020, ma è sceso del 21% nel primo trimestre del 2021.

Prima della pandemia, il settore Horeca rappresentava il 2,1% dell’economia olandese, un posto di lavoro su 20. Dopo i numerosi blocchi a causa della pandemia, si è ridotto all’1,3% nel 2020. Appena prima della crisi da coronavirus scoppiata nel 2020, i Paesi Bassi contavano 431 mila posti di lavoro nel settore, mentre all’inizio del 2021, erano solamente più di 100mila.

Poiché le restrizioni di viaggio e le chiusure dei ristoranti hanno colpito maggiormente questo settore, non sorprende che anche il settore della ristorazione e dell’ospitalità abbia fatto maggior ricorso alle misure di sostegno al coronavirus. I dati fino ad aprile 2021 hanno mostrato che il 75% delle aziende di questo settore ha fatto uso di uno o più schemi di supporto, mentre la media nazionale per le aziende di tutti i settori è del 31%.