L’Horeca non è d’accordo con gli standard di ventilazione “rilassati” ma vuole tornare a parametri più severi, dice NOS. La stessa Koninklijke Horeca Nederland (KHN), associazione di settore, non è d’accordo l’allentamento delle misure voluto dal governo: tali standard sono stati allentati dal I° luglio e sono molto al di sotto di quelli previsti dall’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), avvertono gli esperti al quotidiano NRC.

L’associazione di categoria aveva già espresso la sua opposizione in una lettera al governo lo scorso ottobre. “Se la crisi Covid ha chiarito una cosa, è che una buona ventilazione negli spazi in cui le persone si riuniscono è cruciale”, ha scritto KHN nella lettera.

Dal 1° luglio, la legge sulle licenze e la ristorazione è stata sostituita da una nuova legge: lo standard di ventilazione nel settore della ristorazione è stato notevolmente ridotto. Ora, il settore della ristorazione deve ventilare gli ambienti al chiuso solo una volta ogni ora, anziché ogni dieci minuti. Per i nuovi edifici, il requisito è leggermente più alto, ma ancora al di sotto dello standard dell’OMS.

Gli esperti definiscono “assurdo” l’abbassamento dello standard durante la pandemia. Secondo loro, le prescrizioni del decreto edilizio erano state redatte principalmente per combattere gli odori molesti anziché prevenire la diffusione di malattie infettive.

KHN afferma che molte attività di ristorazione soddisfano i vecchi requisiti più severi.