di Gaia Guglielmucci

 

Un totale di 45 produzioni, 104 fra spettacoli, concerti e workshop, 12 prime mondiali e 23 giorni di programmazione. Sono i numeri  dell’Holland Festival, l’evento che ha preso il via 4 giugno ad Amsterdam e che si concluderà il 26 di questo mese mese.  Giunto alla sua 69esima edizione, l’HF sceglie ogni anno un perimetro all’interno sul quale focalizzarsi. Questa volta sarà l’Europa al centro dell’attenzione, proprio in concomitanza con le ultime battute del semestre di presidenza olandese UE.

Non è un caso quindi che il cartellone del Festival rispecchi e riproponga tematiche legate al Vecchio continente con uno sguardo alle tematiche più attuali, come l’attesissimo concerto dell’Orchestra nazionale siriana, in programma al teatro Carré il 22 giugno. Formata per la maggioranza da musicisti scappati dalla guerra civile che riunisce per la prima volta dall’inizio dei conflitti. Il concerto, che sarà diretto da Issam Rafea, ha già registrato da tempo il tutto esaurito. Ancora Siria in Barbed Wire, una installazione video musicale sul tema dei rifugiati. Protagonista di questo lavoro, in esposizione fino al 26 giugno allo  Stadsschouwburg, sempre Issam Rafea.

Per tradizione l’HF volge il suo interesse al resto del mondo con produzioni che vanno dal classico all’innovativo miscelando non di rado i due generi; l’attenzione per il nuovo e il moderno ha sempre costuito uno degli aspetti chiave dell’HF, anche per ragioni storiche. Questa manifestazione internazionale, infatti, nasce nel 1947, subito dopo la seconda Guerra mondiale e rappresenta la risposta alla voglia di libertà, anche artistica, dopo la fine del conflitto. Cinque anni di dominazione tedesca hanno spinto gli organizzatori a dare il via a quello che al tempo venne chimato High Arts in the Low Lands.

L’evento, che agli inizi  costituisce un palcoscenico per il teatro, l’opera e la danza, pian piano si arricchisce di nuove discipline fino ad abbracciare oggi giorno anche il cinema, le visual art e   l’architettura. Con un cartellone che propone eventi di nicchia quanto di massa; stelle intenazionali ma anche giovani sconosciuti o emergenti. Tante le sedi della manifestazione tra cui il Muziekgebouw, lo Stadsschouwburg,  la Westergasfabriek,  Bimhuis, e Fabcity. Tanti ancora gli eventi in programma. Ne abbiamo scelti alcuni.

Transatlantic

Fino al 26 giugno, presso il Nationale Opera & Ballet, si svolgerà Transatlantic. Per questo nuovo spettacolo la compagnia nazionale di balletto olandese ha invitato 4 coreografi di spicco provenienti da Londra, Berlino, New York e naturalmente Amsterdam. Definiti “ribelli della danza”, cercano di spingere i confini del balletto verso nuove direzioni, utilizzando tecniche classiche. Questa compagnia, arrivata al suo 50esimo anno di età, annovera tra le sue file ben 80 ballerini e viene  considerata oggi giorno la più importante  d’Olanda. Sempre per gli appassionati di danza imperdibile il 16 e il 19 giugno il workshop su Pina Bausch organizzato allo Chassé Dance Studio.

Until the Lions

Grande attesa inoltre per Until the lions, il nuovo spettacolo del ballerino e coreografo Akram Khan, in programma dal 23 al 25 giugno alla Westergasfabriek. Questo show si focalizza sul tema del cambiamento del corpo: da giovane a vecchio, da uomo a donna. Cresciuto in Inghilterra con una educazione tradizionale impartita da genitori Bengali, l’ex ballerino prodigio che ha debbuttato a 13 anni con Peter Brook. Oggi, affronta questi temi a lungo considerati tabù.

Husbands and wives

Per chi ha voglia di teatro, e di un pochino di ironia, fino al 26 giugno  allo Stadsschouwburg in programma Husband and Wives, la commedia di Woody Allen sulle crisi di coppia riadattata dal regista australiano Simon Stone.

The future of sex

Il 18 e il 19 giugno, ancora, performance teatrale, ma a sfondo sessuale, sempre al Muziekgebouw. Messo in piedi dal collettivo di attori Wunderbaum e dallo scrittore Arnon Grunberg, questo spettacolo dall’esplicativo titolo The future of sex, si interroga appunto sugli sviluppi del sesso in epoca virtuale. chestra del Concertgebouw.

Tanya Tagaq

Considerata da molti imperdibile la data di Tanya Tagaq il prossimo 20 giugno alla Bimhuis; cantante Inuit canadese  conosciuta per le sue intense performance fisiche e per le sue contaminazioni fra jazz ed heavy metal, si esibirà con un batterista e con un violinista.

Molti gli eventi che si svolgono in luoghi all’ aperto:

Tomorrow is the question

Museum Plein ospita Tomorrow is the question dell’artista tailandese Rirkrit Tiravanija. Si tratta di una installazione interattiva dove il pubblico viene invitato a giocare a ping pong. Lo scopo del suo autore è quello di rendere l’arte contemporanea accessibile a tutti e di abbattere le barriere fra l’artista e il pubblico.

Opera in the park

Per concludere si segnala Opera in the park, in programma il 24 giugno al parco Frankendae di Amsterdam. A venire rappresentata sara la Pique Dame di Tchaikovsky diretta dal norvegese Stefan Herheim, acclamato per i suoi adattamenti non convenzionali e le sue opere spettacolari.