Hermitage, i pittori spagnoli in mostra ad Amsterdam

di Silvia Granziero

 

Le più grandi collezioni permanenti di pittura spagnola sono al Prado di Madrid, ovviamente, e all’Hermitage di San Pietroburgo. Ora però, con la mostra dedicata ai maestri spagnoli dal fratello olandese del grande museo russo, un appassionato del genere trova pane per i suoi denti anche ad Amsterdam.

Photo: Evert Ezinga
Photo: Evert Ezinga

Per la prima volta un museo olandese raccoglie una varietà cosi ampia di dipinti dei grandi nomi della pittura spagnola, da Jusepe De Ribera e Bartolomè Esteban Murrillo passando per El Greco fino a Picasso – che nelle opere meno note del suo periodo blu ne raccoglie l’eredità – oltre ad armature del XVI secolo, spade, oggettistica varia e al mobilio prezioso dei reali di Spagna. Proprio i regnanti influenzano fortemente la pittura, tramite la commissione di soggetti religiosi (in particolare il cattolicissimo Filippo II) o di ritratti celebrativi (quelli eseguiti da Velàzquez prima della svolta antitradizionalista: dagli sfarzosi ritratti di corte alle scene di vita quotidiana di persone comuni).

El Greco (Doménikos Theotokópoulos, 1541–1614) The Apostles Peter and Paul, 1587–92 © State Hermitage Museum, St Petersburg
El Greco (Doménikos Theotokópoulos, 1541–1614)
The Apostles Peter and Paul, 1587–92
© State Hermitage Museum, St Petersburg

Religione, soprattutto: da un lato la luce mistica che illumina dall’alto i santi di Zurbaràn – che si ispira all’arte medievale e ai pittori fiamminghi e italiani – e dall’altro la quotidiana venerazione dei santi, una routine tanto normale che quelli di Martìn Rico y Ortega appaiono assolutamente concreti, fatti di carne e di sangue. E poi la data su cui la storia iberica si impernia: il 1492, anno della scoperta dell’America e della definitiva cacciata dei Mori dalla Spagna.

Guerra e cattolicesimo, sangue e spirito. Di questi opposti è intrisa tutta l’arte spagnola, che combina lo stile gotico europeo con lo stile arabo, l’accecante luce del sole della Spagna del sud con il buio della sua storia. Ed è buia la storia che raccontano le incisioni di Francisco Goya: prima pittore di corte, poi la svolta – causata da depressione,  malattia e delusione politica -: le sue opere raccontano il terrore, la follia, il buio nelle inquietanti scene de “I disastri della guerra”, “I matti”, “Tauromachia” e “I capricci”.

“Spaanse Meesters uit de Hermitage –  I maestri spagnoli dall’Hermitage. Il mondo di El Greco, Ribera, Zurbaràn, Velàzquez, Murrillo e Goya” è all’Hermitage fino al 29 maggio.

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