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CULTURE

Harry Powers, il serial killer che rispondeva alle inserzioni per ‘cuori solitari’



Negli ultimi anni si stanno moltiplicando i casi di truffe su Tinder. Mesi, a volte anni, di corteggiamenti sui dating site, appuntamenti romantici e mazzi di fiori, poi all’improvviso una necessità urgente di un prestito, soldi che presto verranno restituiti – anche se in realtà a sparire non sarà solo il denaro; ma anche il corteggiatore.

Nel 2019 l’help desk olandese – il Fraudehelpdesk – ha ricevuto 639 segnalazioni, circa 200 in più dell’anno precedente.

Ma non è una novità. Truffe commesse nei modi più incredibili, sfruttando il bisogno di amore e una fiducia malriposta si verificano da sempre. Purtroppo però, non sempre il caso si chiude con la truffa. Purtroppo, a volte, il truffatore si rivela essere anche un assassino.

La storia di oggi racconta proprio uno di questi casi. È la storia di un uomo che scriveva inserzioni per ‘cuori solitari’, si guadagnava la fiducia delle proprie vittime, si faceva dare i loro soldi e poi le uccideva. Questa è la storia di Harry Powers, il serial killer olandese condannato a morte per i crimini commessi.

Harry Powers nasce nei Paesi Bassi il 3 marzo 1892. Il suo nome di nascita è Harm Drenth. All’età di 18 anni si trasferisce con la famiglia in America. Vivono prima nell’Iowa, a Cedar Rapis, poi nel 1926 si stabiliscono nella Virgina Occidentale. Ha cambiato vari nomi, era noto anche come Cornelius O. Pierson e A. R. Weaver. Si è sempre rifiutato di vivere come semplice agricoltore immigrato, come suo padre, ambendo a uno standard di vita più elevato. Il suo progetto di fare richezza consisteva nell’attirare donne danarose, spesso vedove, con la promessa che le avrebbe sposate e poi, una volta ricevuto il denaro, le avrebbe uccise.

Nel 1927 sposa Luella Strother, proprietaria di un negozio di drogheria e di articoli per l’agricoltura, anche lei conosciuta rispondendo a una rubrica per “cuori solitari”.

Dopo il matrimonio l’attività continua: Harry pubblica inserzioni con false informazioni e risponde in modo galante agli annunci. Si stima ricevesse dalle 10 alle 20 lettere al giorno. La strategia era sempre la stessa. Una volta guadagnata la fiducia dei cuori solitari, le invitava in Virginia nel proprio ranch. Aveva costruito una stanza apposta, una stanza degli orrori sottorenea fatta di cemento armato in modo che non si sentissero rumori. Era lì che finivano le donne che rispondevano agli annununci, costrette a firmare lettere per far ritirare i loro soldi.

Era il 23 giugno 1931 quando con lo pseudonimo di Cornelius O. Pierson, Harry Powers andò in Illinois a trovare Asta Eicher, donna vedona con tre figli con cui aveva instaurato un rapporto epistolare. All’inizio andarono via assieme, lasciando i bambini a una vicina di casa. Poi qualche giorno dopo Harry annunciò che sarebbe tornato per prendere i bambini e portarli dalla madre. Appena arrivato chiese al figlio maschio di andare nella banca dove sua mamma teneva i risparmi a ritirare i soldi. Il ragazzo ci andò, ma la banca si rifiutò di rilasciare il denaro, eccependo la falsità della firma sull’assegno. Harry allora dichiarò che sarebbero partiti per un viaggio in Europa e da quel giorno le loro traccie scomparvero.

I loro corpi furono ritrovati solo il 26 agosto 1931, quando la polizia si mise sulle tracce di  Asta Eicher e dei suoi figli. Li trovarono sepolti in una buca accanto al ranch di Harry Powers insieme a un altro corpo, quello di Dorothy Pressler Lemke, anche lei un cuore solitaro che aveva risposto agli annunci di Powers. Quel giorno la polizia trovò anche la stanza segreta, con libretti degli assegni bruciati, vestiti insanguinati e le impronte dei piedi di un bambino. Non solo, anche il baule dell’auto era pieno di annunci e lettere, dichiarazioni d’amore e promesse di matrimonio con cui Powers attirava a sé le proprie vittime.

Harry Powers fu incarcerato il 20 settembre 1931, circondato da una folla di protestanti che chiedeva a gran voce di poterlo linciare. Nonostante siano stati ritrovati solo 5 corpi, la polizia ha sempre ipotizzato che Powers potesse aver ucciso una cinquantina di donne in tutto. Lui però non ha mai collaborato. Quando gli chiedevano dove aveva seppellito gli altri corpi, lui rispondeva “Ne avete trovati cinque, a cosa vi servirebbero altri cinquanta?”.

Il 12 settembre 1931 il giudice lo condannò alla pena di morte. Il 18 marzo 1932 venne data esecuzione all’impiccagione.

È passato quasi un secolo dalla morte di Harry Powers, il serial killer olandese. La pena di morte è stata (quasi del tutto) abolita, le persone si incontrano sulle App e fanno bonifici in meno di due minuti direttamente dallo smartphone, mentre sono in treno o seduti in un bar a bere un caffè. Ma ancora oggi, a quasi un secolo di distanza, migliaia di cuori solitari finiscono vittime dei propri corteggiatori, raggirati e truffati nel tentativo di trovare un po’ di amore.






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