di Nicolò di Bernardo

 

Quando un italiano all’estero risponde alla domanda “Where are you from?” sa quanto facile sia il rischio di sentirsi fare domande sulla Mafia. Sembra ci sia poco da fare per liberarsi di questa maledizione e la cultura popolare, certamente, non ha aiutato molto: basti pensare al Padrino e alle imitazioni di Vito Corleone, col suo mitico accento italoamericano.

Vai  a spiegare ai non italiani, però, che c’è poco da scherzare; che la “Mafia” si chiama anche ‘Ndrangheta e Camorra e queste organizzazioni, nonostante la loro immagine sia stata umanizzata ed addolcita dal cinema e dalle serie tv, continuano ad essere responsabili di omicidi, aggressioni ed intimidazioni.

Su questo sembra ci sia poco da fare: per troppi all’estero, l’immagine resterà quella della rappresentazione artistica e nobilitante di Hollywood e Netflix, degli eleganti cappelli con camicia bianca e bretelle.

Succede allora che a Groningen, l’associazione studentesca EBF, parte della facoltà di Economia e Business, decida di organizzare una festa per preparare una vacanza studio a Roma, a conclusione del progetto didattico “Il centro Europeo di un tempo: come riavviare le performance economiche” dell’European Study Research Committee.

In base a quanto si legge dal sito, l’obiettivo del progetto di ricerca consisteva nello sviluppo  di una serie di consigli per amministrare al meglio le istituzioni e i privati nel contesto socioeconomico di Roma. Per arrivare nella capitale il “più preparati possibile”, l’associazione ha pensato a tutto: cene sociali, lezioni extra, momenti di dibattito e una festa a tema Italia. E quale modo migliore di celebrare lo Stivale se non vestendosi da gangster?

The Mafia Party si è tenuto lo scorso 15 novembre.

Niente di nuovo o particolarmente scandaloso chiaro, se fosse che ad organizzarla è stata l’associazione studentesca EBF, organizzazione ufficiale all’interno della facoltà di Economia e Business dell’Università di Groningen. Nella descrizione dell’evento si legge: “Visto che a fine Novembre andremo in Italia, vorremmo entrare nello spirito giusto e festeggiare il nostro viaggio tutti insieme. Il tema della festa sarà: la Mafia. Invitate i vostri amici e ispiratevi al Padrino e a Scarface per preparare il costume migliore!

Foto dal “Mafia Theme” Party organizzato dagli studenti di Groningen

Una trovata di cattivo gusto, probabilmente dettata dall’ingenuità degli studenti e da una certa ignoranza dei problemi italiani. Stando a quanto raccontato dagli organizzatori nessuna malizia: “Crediamo di non aver offeso nessuno” ha spiegato un rappresentante dell’EBF a 31Mag “e se fosse accaduto non era comunque nelle nostre intenzioni. La nostra festa si ispira ai film sulla mafia italiana, la maggior parte dei quali hanno luogo a Roma”.

Non è dato sapere se il riferimento fosse al recente “Suburra” oppure al “Padrino” fatto sta che Corleone e le periferie romane, almeno geograficamente, rimangono abbastanza lontane. Non parliamo poi di Little Italy e di Cuba, terra d’origine di Tony “Scarface” Montana.

Fatto singolare a parte, rimane certamente da chiedersi quanto un certo tipo di “confusione culturale” possa poi alimentare stereotipi negativi, soprattutto in epoca di risveglio dei nazionalismi.

“Cosa Nostra” è ormai un brand

Per l’Istituto Italiano di Cultura ad Amsterdam il problema non si pone: “Non ho mai creduto negli stereotipi” ha detto a 31Mag la direttrice Carmela Callea “l’IIC di Amsterdam organizza in piena armonia eventi sulle eccellenze italiane in collaborazione con le istituzioni locali, i cui responsabili hanno sempre manifestato grande ammirazione e deferenza per la cultura italiana.

Sarà, ma le circostanze del Mafia Party sembrano raccontare una storia diversa. Se qualcosa della cultura italiana ha suscitato la deferenza o l’ammirazione degli studenti dell’Università di Groningen, questa volta non è stata certo l’arte o il buon cibo, ma una delle organizzazioni criminali più note al mondo di cui probabilmente pochi connazionali vanno orgogliosi.