Il ministro dell’economia Wiebes, Shell ed ExxonMobil hanno presentato gli accordi raggiunti sul futuro della produzione di gas a Groningen. Ad aprile, si temeva che Shell ed ExxonMobil, gli azionisti di NAM, avrebbero preteso il gas non ancora estratto dalla falda di Groningen citando in giudizio il governo per mancato guadagno.

Oggi i due azionisti hanno dichiarato che non avanzeranno pretese. L’accordo prevede inoltre che NAM continui a pagare per i danni agli edifici e contribuisca alla messa in sicurezza per un periodo di tempo prolungato. 

Secondo NOS, l’abbandono delle pretese sul gas nella provincia di Groningen ha a che fare con un esito incerto delle azioni legali che le aziende avrebbero eventualmente promosso e soprattutto dal danno all’immagine che ne sarebbe derivato.

NAM ha ottenuto dall’accordo con il ministro, di essere sollevata da responsabilità derivanti da altri contenziosi giuridici: i residenti dovranno, da ora in avanti, rivolgersi allo Stato.

L’accordo, dice ancora NOS, consentirà a NAM di spostare sullo stato un ulteriore carico dei risarcimenti riconosciuti: se attualmente il fondo per Groningen ammonta al 64% dei costi, presto arriverà al 73%. Di fatto, le società risparmieranno il 9%.

Infine, il governo ha riconosciuto una maggiore percentuale di profitti derivanti dall’estrazione del gas: attualmente, circa il 90 percento degli introiti di NAM è destinato allo Stato. Questa percentuale è così alta perché il governo guadagna anche indirettamente dalla distribuzione degli utili e dalla tassa  che NAM deve versare. Le tre parti hanno convenuto che lo stato riceverà il 73% delle entrate anziché il 90%. NAM potrà quindi mantenere circa il 17 per cento in più di entrate rispetto a prima.