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Una grande quantità di manufatti romani sono stati trovati a Groningen sotto un tumulo (“terp”) usato per quasi duemila anni come pascolo. La scoperta è avvenuta grazie a un’indagine archeologica avviata in un terreno che dovrebbe accogliere una nuova pista ciclabile.

Il sito in questione, però, sembra talmente tanto ricco di reperti da essere stato ribattezzato: il nuovo Ezinge. Una notizia straordinaria se si tiene conto del fatto che il tumulo di Ezinge pieno di manufatti archeologici è stato ritrovato quasi cento anni fa. Il tumulo attuale ha una lunghezza probabile di 230 metri e sarà analizzato strato per strato. Le aree di ricerca infatti saranno disposte ogni 20 cm per poter distinguere i diversi periodi senza causare danni ai reperti. Sul sito del MUG – la società di ingegneria intricata di gestire i lavori – tutti gli oggetti saranno inventariati e mostrati al grande pubblico.

Gli scavi del nuovo Ezinge si trovano a nord del Munnikeweg, vicino ad Adorp, lungo la linea ferroviaria. Un sito che è come “un negozio di caramelle” per archeologi. Queste le parole dell’archeologo André Pleszynski, come riporta De Ommelander Courant. Infatti, i reperti sono di tutti i tipi – dalle monete agli ornamenti per vestire – e risalgono ai tempi dell’Impero. Un dettaglio non da poco perché, dato che nessun romano viveva nei Paesi Bassi, è chiaro che i popoli germanici possedessero delle estese reti commerciali.

Uno dei manufatti romani

Il 6 agosto gli archeologi hanno ritrovato un oggetto notevole: la fibula di Alesia. La fibula veniva usata dai soldati dell’esercito romano ai tempi dell’imperatore Augusto. Essa era al contempo funzionale e decorativa: serviva da spilla per fermare gli abiti. L’oggetto, di solito in metallo, aveva un meccanismo di chiusura in due parti sotto forma di un perno e un foro. La fibula può essere considerata come antenata del bottone e della cerniera.