The Netherlands, an outsider's view.

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GRONINGEN 40 anni in bicicletta: dai progetti rivoluzionari dei ’70, ai sensori di ultima generazione



Non si riesce a parlare di Olanda, ormai, senza parlare di biciclette. E se di recente Utrecht ha ospitato la gara ciclistica più importante al mondo, la città di Groningen celebra invece più un quarantennio di urbanistica dedicata al mezzo a due ruote più amato dei Paesi Bassi.

Semafori intelligenti con sensori rapidi per aiutare i ciclisti in giornate di pioggia, strade antiscivolo nei periodi di ghiaccio, aree “park and bike” per permettere ai guidatori di lasciare le auto fuori dalla città e di pedalare verso il centro, altri 5000 parcheggi da aggiungere ai 10000 già esistenti, sono solo alcune delle misure straordinarie che Groningen adotterà nei prossimi anni.

Il Guardian ripercorre la storia della bicicletta nella città attraverso un’intervista al politico locale Max van den Berg (PvdA) che, negli anni ’70, propose piani urbanistici rivoluzionari, mentre altri volevano l’abbattimento di edifici storici per lasciare spazio ai mezzi a motore. “Invece di distruggere i vecchi quartieri li abbiamo restaurati e li abbiamo convertiti in luoghi di incontro per i cittadini. L’idea era quella di scoraggiare il traffico a motore e lasciare spazio a pedoni, biciclette e mezzi di trasposto pubblico“, ricorda Van den Berg.

Dopo non poche resistenze, sia da parte degli stessi membri del partito sia da parte dei commercianti, timorosi di perdere parte del business a causa della chiusura delle strade, l’intraprendente 24enne ebbe la meglio. Secondo il cosidetto “Piano Van den Berg” Groningen è stata così divisa in 4 sezioni, irraggiungibili tra di loro con le auto.

Più di quarant’anni dopo, la vena rivoluzionaria investe nuovamente Groeningen, che al 2014  risultava la città con l’aria più pulita dei Paesi Bassi. Paul de Rook (D66), intervistato dal Guardian, ha infatti le idee piuttosto chiare: “Negli anni 70 il piano era una misura anti-auto. Oggi noi lo vediamo come un piano pro-bicicletta”.

Così, oltre a creare nuove piste ciclabili che colleghino la città con i sobborghi vicini, il giovane politico vorrebbe rimuovere i bus dal centro e relegandoli, proprio come le auto negli anni 70, al ring che circonda il centro.

Chissà se l’esito sarà lo stesso di 40 anni fa.

 



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