The Netherlands, an outsider's view.

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Groenlinks e D66: KLM ignori il divieto di Trump e faccia viaggiare tutti. La compagnia: dobbiamo adeguarci

Caos per il divieto di ingresso negli USA a cittadini di 7 paesi musulmani. Il ministro degli esteri preoccupato per i cittadini con doppia nazionalità

La compagnia di bandiera KLM sta implementando, a partire da Sabato scorso, il divieto di ingresso negli Stati Uniti deciso dal presidente Donald Trump, rifiutando l’imbarco ai passeggeri provenienti dai sette paesi musulmani inseriti nella “ban list” redatta dall’Amministrazione. La compagnia aerea non ha voluto dire quante persone sono state ora rifiutate fino ad oggi. Nella giornata di domenica, si è svolta una manifestazione all’aeroporto di Schiphol, per protestare contro il divieto di ingresso stabilito dal nuovo governo USA.

Nonostante le proteste dei partiti Groenlinks e D66 che hanno invitato KLM a ignorare le richieste americane, continuando ad imbarcare tutti i passeggeri, la compagnia di bandiera continuerà a rispettare le direttive che arrivano da Oltreoceano, ha detto al Telegraaf Steven Verhagen, rappresentante sindacale FNV per il comparto piloti. Secondo Verhagen, infatti, la responsabilità per i passeggeri sarebbe dell’aeroporto d’origine e qualora KLM ignorasse il divieto dell’Amministrazione Trump rischierebbe di ricevere sanzioni per centinaia di migliaia di euro.

Senza contare, dice ancora il quotidiano, che 1/4 del profitto della compagnia olandese proviene proprio dai voli con gli Stati Uniti mentre l’aeroporto di Schiphol ha interessi diretti negli States, con la gestione del terminal 4 presso il JFK di New York.

Un’altra questione riguarda coloro in possesso del doppio passaporto: Paesi Bassi e la Germania hanno entrambi chiesto alle loro ambasciate a Washington di indagare le conseguenze del divieto di ingresso del presidente degli Stati Uniti Donald Trump per le persone provenienti da sette paesi musulmani ma con doppia cittadinanza. ‘Abbiamo concordato di proteggere i diritti dei nostri cittadini e discuteremo a livello UE che cosa deve essere fatto,’ ha detto il ministro degli esteri Bert Koenders insieme al collega tedesco Sigmar Gabriel, in una dichiarazione congiunta.

Al momento non è chiaro se alle persone con nazionalità olandese che provengano da uno dei sette paesi nella lista sia vietato o meno l’ingresso negli USA.