Secondo il Groene Amsterdammerun’organizzazione sovvenzionata dallo stato che fornisca supporto alle donne che stanno considerando l’idea di abortire “non è neutrale” e nasconde la sua “agenda cristiana”.

Siriz, una delle organizzazioni dei Paesi Bassi che aiuta le donne che stanno affrontando una gravidanza indesiderata, sta cercando di dissuaderle dall’abortire mettendo in evidenza il ‘rimpianto’ che proverebbero dopo averlo fatto, ha detto il giornale. L’organizzazione, dopo l’approvazione parlamentare di un emendamento proposto da un deputato del partito fondamentalista cristiano SGP, ha ricevuto un aumento dei sussidi da 700.000€ a 1.5 milioni nel 2013.

Siriz, nata nel 2010, dice di aver chiuso i contatti con il gruppo anti-aborto VBOK, che oppone principi cristiani conservatori sull’interruzione di gravidanza. La sua missione è quella di “sottolineare la presenza di altre possibilità oltre l’aborto ma senza arrivare a prevenirlo”, disse ai tempi il direttore Johan van Veelen. In una reazione al Volkskrant , l’organizzazione ha dichiarato che “nonostante la protezione del bambino non ancora nato e il diritto della donna di decidere vengano presi in considerazione,  solo la donna ha l’ultima parola”.

Il Groene Amsterdammer dice che l’approccio ‘ampio’ dell’organizzazione Siriz–dalla forte presenza online, a una politica che prevede il contattare direttamente le donne su whatsapp o altri tipi di chat-  è simile a quello delle pro-life organisations di Inghilterra e Stati Uniti. Ad una donna, in una di quelle chat, è stato chiesto di riflettere se la sua decisione di abortire sia stata “quella giusta, guardando ad esso ora che è una piccola signora di ottant’anni”, scrive il giornale.

La ginecologa Gunilla Kleiverda, racconta al al giornale di Amsterdam, avrebbe approcciato l’associazione fingendosi una mamma incinta bisognosa di consigli: Siriz fornisce anche incorrette informazioni mediche “per scoraggiare le donne”. Le era stato detto che un aborto avrebbe avuto pessime conseguenze per il suo fisico ed una successiva gravidanza sarebbe stata più difficile.

Pochi aborti

Secondo la professoressa dell’UMC Ella van Laan sarebbe meglio spendere fondi per migliorare la consapevolezza e per reinserire la pillola contraccettiva all’interno del pacchetto assicurativo base. “Soldi extra per aiutare le donne a superare una gravidanza indesiderata” sono un “inutile investimento (…) “i 30.000 aborti che avvengono ogni anno in Olanda sono tra  i più bassi pro capite in Europa”, ha detto la donna al giornale.

La parlamentare del Pvda, il partito laburista, Lilianne Ploumen ha annunciato che porterà la questione al dibattito sul budget della settimana prossima. “La sovvenzione sembra essere puramente su base ideologica (…) Il governo finanzia solamente organizzazioni  che agiscono in maniera neutrale ed è chiaro che questa organizzazione non è”, ha detto al giornale.