Una buona parte dei sussidi olandesi per la manutenzione e conservazione dei monumenti sarà destinata ad un esiguo numero di chiese. Le chiese, che rappresentano circa il 4% del numero totale di monumenti nazionali, hanno ricevuto tra il 2009 e il 2018 il 44% dei sussidi per la conservazione dei monumenti, secondo quanto riportato dal quotidiano olandese Trouw sulla base dei dati dell’Agenzia nazionale per patrimonio culturale (RCE).

I Paesi Bassi contano all’incirca 62mila monumenti nazionali, 2.351 dei quali sono chiese. Il fatto che si aggiudichino una simile cifra di sussidi nazionali non è sorprendente, considerando la loro grandezza. Infatti, 35 dei 40 più grandi monumenti del Paese sono chiese, spesso costruite con materiali pregiati come le pietre naturali, molto costose da sostituire. Bisogna poi considerare che la manutenzione dei numerosi dettagli che contraddistinguono questi edifici religiosi, per esempio le sculture, è sempre più costosa poiché si è notevolmente ridotto il numero di persone che svolgono questo mestiere.

Il numero di richieste di sussidi per le chiese è rimasto piuttosto stabile nel corso degli ultimi dieci anni, con un primo picco nel 2011 e 2012 e un secondo nel 2018. Secondo Trouw, ciò è dovuto al fatto che il piano nazionale di sussidi per la manutenzione dei monumenti ha una durata di sei anni. La maggior parte dei richiedenti, infatti, presenta nuove domande ogni sei o sette anni.

Tuttavia, bisogna sottolineare come la grande quantità dei sussidi nazionali destinati alle chiese non avvenga a discapito degli altri monumenti. Sono poche le domande che vengono respinte perché i fondi a disposizione non sono sufficienti. Se nel 2015, 2017 e 2018 questa situazione non si è mai verificata, nel 2016 ben 25 domande sono state respinte.