CoverPic:@Larisa Birta by Unsplash

È iniziata, a quanto riporta Het Patrool, questo fine settimana ad Amsterdam la 24esima edizione del Grachtenfestival. Per nove giorni, in novanta posti diversi proseguiranno i concerti organizzati dal festival.

Il festival di quest’anno porta avanti il tema: Ascolta! Musica come protesta. Un titolo che può sembrare un’istanza militante, ma che è per lo più un’azione di poetica. È chiaro se si fa riferimento al Quartetto Ardemus, un quartetto di sassofoniste che si esibiranno seguendo il loro programma dal nome: Yes, she can! Un programma al femminile che smonta le antiche credenze, come quella sulle donne incapaci di suonare gli strumenti a fiato a causa di “polmoni troppo piccoli”. Allo stesso tempo, il loro concerto poetico è un’ode alle donne che hanno cambiato la musica classica. Si parte dalla monaca medievale Hildegrand van Bingen, fino all’olandese Frieda Belinfante, prima direttrice stabile di un’orchestra professionale.

Si faceva riferimento alla poesia del quartetto, in cui tenore, baritono e sax forniscono suoni attraverso i quali far volare il sax soprano. Anche i luoghi dove si svolgeranno i concerti non hanno nulla da invidiare. Ad esempio lo Zonnehuis, restaurato, è un’attrazione incredibile.

Il Grachtenfestival accoglie il noir

Nel primo fine settimana del Grachtenfestival si potrà ascoltare una musica diametralmente diversa. Si esibirà infatti il quartetto jazz del sassofonista Gideon Tazelaar, prima e dopo il film francese Ascenseur pour l’échafaud. Il film è parte di un programma di classici del genere noir.

Nel film la musica è parte essenziale, tanto da rendere la colonna sonora uno dei pilastri che regge la pellicola. Proprio per questo, probabilmente la combinazione tra la musica e il film funziona bene. Un connubio che mantiene l’atmosfera e la colora del carattere forte del noir.