L’Olanda ha comunicato al governo dell’Eritrea che il suo più alto rappresentante diplomatico nei Paesi Bassi non è più “personae gratae”, persona gradita in termine diplomatico, e dovrà quindi lasciare il paese al più presto.

La ragione della richiesta di espulsione per Tekeste Ghebremedhin Zemuy, l’incaricato d’affari a l’Aja è la pressione del paese nei confronti degli eritrei nei Paesi Bassi per il pagamento di una “tassa sulla diaspora”.

Il ministro degli affari esteri Halbe Zijlstra ha detto al parlamento che la mossa è un “segnale chiaro” all’ ‘Eritrea. Il paese del Corno d’Africa ha una missione diplomatica nei Paesi Bassi ma non un’ambasciata.

Nonostante colloqui con l’ambasciatore a Bruxelles, non è stata intrapresa alcuna azione da parte di Asmara per bloccare la questione dei pagamenti e l’Olanda ha ora deciso di espellere il rappresentante della missione.

La tassa consiste in un 2% del reddito percepito all’estero dai suoi cittadini in altri paesi dal 1994. Tuttavia, secondo un’indagine del governo olandese dello scorso settembre, la richiesta non avrebbe alcuna base legale. Per chi non paga: negati i servizi consolari e rischio ritorsioni contro i familiari in Eritrea, dice il rapporto.

Il governo olandese ha affermato che le modalità di riscossione della tassa sono “inaccettabili”. Gli eritrei residenti nei Paesi Bassi sono circa 20.000.