Qualcosa deve essere andato storto nel gruppo Whatsapp. “Ragazzi alle 20.00 a Gouda. Portate la carne”. Silenzio. Ma si sa: chi tace acconsente, ed è probabilmente quello che ha pensato anche il povero leader di Pegida che si è ritrovato solo davanti alla Moschea di Gouda.

Il partito anti-islamico  dal 4 all’8 giugno sta organizzando una serie di barbeque davanti alle moschee di diverse città olandesi. Un’iniziativa dall’elevato valore socio-politico con l’unico scopo di disturbare e provocare i musulmani praticanti durante il mese di Ramadan.

Quest’anno il Ramadan si svolge dal 16 maggio al 14 giugno. Per i credenti è un mese di purificazione, preghiera ed autodisciplina espressa in un digiuno volontario che va dall’alba al tramonto.

Nonostante i sindaci di molti centri olandesi abbiano vietato la manifestazione promossa da Pegida, il gruppo sta organizzando grigliate davanti a diverse moschee. Ma ieri la comunicazione tra le frange del movimento razzista non deve aver funzionato. Armato del suo bel cartello “No Islam, Just Freedom”, pronto a manifestare tutto il suo ossimorico amore per la libertà, il capo di Pegida Edwin Wadensveld si è ritrovato completamente solo all’entrata della moschea di Gouda. Abbandonato dai compagni, il manifestante non ha mollato e alle 20.00, con un buffet di carne di maiale su un vassio legato al collo, ha portato avanti il credo razzista.

Inevitabilmente vessato dalla foto di uno dei credenti appena uscito dalla preghiera, è stato poi postato sui social. Eccolo il Pegidista-medio, emblema di un tragi-comico fascismo disorganizzato.