Il gigante Google ha “incanalato” quasi € 15 miliardi in royalties, attraverso i Paesi Bassi, verso il paradiso fiscale  Bermuda, con un incremento di € 4,3 miliardi rispetto all’anno precedente. A dirlo è il Financieele Dagblad in un servizio pubblicato mercoledi 21 dicembre.

I dati sono stati rivelati nella relazione annuale di Google Netherlands Holdings depositata presso la camera di commercio di Amsterdam. Dal 2004 Google ha utilizzato una holding olandese per spostare il reddito generato da royalties e inviarlo verso i paradisi fiscali.

La società irlandese titolare di tali diritti per Google, al di fuori degli Stati Uniti, la Google Ireland Holdings è registrata in Irlanda, ma ha sede alle Bermuda. Del denaro

canoni spostati attraverso i Paesi Bassi, € 12 miliardi è generato da un’altra unità di Google in Irlanda, la Google Ireland Limited, che riceve introiti pubblicitari per l’azienda generati al di fuori degli Stati Uniti.

I restanti € 2,9 miliardi provengono da Singapore dove ha base Google Asia Pacific. La relazione annuale del 2015 ha rivelato che € 12,3 milioni dei quasi € 15 miliardi in royalties sono rimasti nei Paesi Bassi.

Il metodo di Google è noto come ‘doppio irlandese’ con ‘panino olandese’ ed è completamente legale. Ufficialmente, Google deve pagare l’imposta sulle società degli Stati Uniti del 35% sui suoi guadagni globali. Ma Google ha trovato il trucco: mantenere i soldi guadagnati fuori dagli Stati Uniti e dalla giurisdizione americana.