Gloria Wekker, l’ex presidente del comitato “diversità” dell’Università di Amsterdam, e l’ex politico SP Anja Meulenbelt, saranno in lista alle elezioni di marzo, per il partito Artikel 1. Il movimento, fondato da Sylvana Simons dopo aver abbandonato il “partito delle minoranze” Denk, per dissidi interni, è impegnato in un’intensa campagna a caccia del voto delle “minoranze”.

“Entrambi le candidate rappresentano la consapevolezza e l’inclusione nel senso più ampio della parola” dice il manifesto di Artikel 1.

Gloria Wekker è un personaggio di primo piano tra gli intellettuali olandesi con background nelle minoranze etniche: nata a Paramaribo nel 1950, insegna Antropologia culturale presso  l’Università di Utrecht. Le sue specializzazioni sono genere, sessualità e studi afro-americani e caraibici. L’anno scorso ha lavorato, come presidente del comitato diversità dell’UvA , come può migliorare l’interazione tra diverse culture.

Il rapporto pubblicato nel mese di luglio conteneva una raccomandazione di istituire una “unità di diversità permanente ‘ che monitori la diversità all’università e fornisca consulenza. Wekker ha scritto che la diversità in un ambiente accademico è un prerequisito per l’eccellenza.

La Wekker ha fatto molto parlare di sè nel 2015, con il libro “White Innocence”, un testo che sfida l’immagine dei Paesi Bassi come “nazione gentile” e attenta alle minoranze. Il suo libro ha riscosso un ampio successo internazionale e alimentato un ampio dibattito sul tema.

Artikel 1 è un movimento fondato dalla ex presentatrice Sylvana Simons, dopo aver lasciato DENK, la formazione mutltietnica messa in piedi dagli ex deputati laburisti Kuzu e Ozturk. In seguito alla scorta assegnata alla Simons, a causa di minacce di morte ricevute, la candidata è entrata in rotta con il suo partito: secondo lei, infatti, il sostegno ricevuto dai due leader turco-olandesi sarebbe stato troppo scarso.