Gli olandesi non erano dei grandi consumatori dell’alcool all’inizio del XX secolo paragonati ad altri europei. Negli anni tra il 1900 e il 1904, l’uso pro capite di birra, vino e superalcolici nei Paesi Bassi era di 5,6 litri di alcool– circa la metà dei 10,8 litri in Danimarca e gli 11,2 litri in Gran Bretagna, un terzo rispetto ai 14,8 litri in Italia e un quarto dei 22,5 litri in Francia, riporta Statistics Netherlands.

Il calo del consumo di alcolici nei Paesi Bassi dopo il 1900 è stato in parte il risultato di leggi restrittive sul consumo di alcolici, aumenti delle accise e di sviluppi sociali come l’emergere di attività sportive e di esercizio fisico che andavano di pari passo con la moderazione, secondo l’ufficio delle statistiche.

Ad esempio, la legge sulle bevande del 1904 ha conferito ai comuni il potere di ridurre il rilascio di licenze per la vendita di superalcolici e limitare il numero di punti vendita. Il numero di permessi di vendita di alcolici è diminuito soprattutto nei comuni riformati.

La moderazione tra gli olandesi ha anche avuto a che fare con una lotta organizzata contro l’eccessivo uso dell’alcool nei Paesi Bassi, stando all’ufficio delle statistiche. “Pastori, medici e maestri bombardavano la popolazione con volantini contro i pericoli del liquore, richieste di legislazione e l’aumento delle tasse dagli anni Trenta” ricorda l’ufficio delle statistiche.

Assieme questi fattori hanno fatto sì che l’uso di liquore distillato diminuisse da circa 4 litri pro capite all’inizio del 1900 a meno di 1 litro pro capite alla fine degli anni Trenta.