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La nave “abortista” Women on Waves bloccata in Guatemala. Gli attivisti: “Le autorità violano i nostri diritti”.

La nave “pro aborto” dell’organizzazione olandese Women on Waves è stata sequestrata giovedi dalla marina guatemalteca. Le donne dell’ organizzazione no-profit praticavano aborti per donne di 10 settimane di gravidanza al di fuori delle acque territoriali del Guatemala. Nel paese centroamericano l’interruzione di gravidanza è consentita solo a donne che si trovino in pericolo di vita.

La marina ha bloccato l’accesso alla nave per la conferenza stampa prevista, dice il Volkskrant. Secondo un comunicato della marina, Women on Waves agirebbe in contrasto con le leggi del paese sul “diritto alla vita”.

Rebecca Gomperts, fondatrice di Women on Waves, scrive su Twitter che le azioni della marina sono in violazione di legge, perché tutti i documenti dell’organizzazione per entrare nel paese sono in ordine.

La nave è ora in custodia della marina militare. Ci sono sei donne a bordo che lavorano per l’organizzazione, tra cui una olandese, ha scritto Women on Waves sul sito web.

Il Guatemala è la prima destinazione dopo la missione del 2012 in Marocco; l’arrivo della nave è stato accolto tra mille proteste. La pagina FB dell’organizzazione è stata presa, in queste ore, d’assalto da utenti antiabortisti: “Assassini, tornate da dove siete venuti”, scrivono in molti.

Women on Waves ha scelto  il Guatemala perché, secondo loro, sarebbero 65 mila gli aborti clandestini praticati ogni anno. L’equipe medica assiste donne che hanno raggiunto le 10 settimane di gravidanza (o meno) e possono ottenere la pillola abortiva; la procedura prevede poi che rimangano sulla nave per un paio d’ore, sotto la supervisione di medici.

Nel 2015 Women on Waves ha consegnato pillole abortive in Polonia utilizzando un drone.

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