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CULTURE

Gli artisti in Bielorussia ci raccontano la loro lotta per la democrazia

CoverPic: Telegram group “photographers against

di Annalisa Demarch

Mentre nelle recenti proteste decide di persone sono state riportate come scomparse, i giornalisti feriti o detenuti e gli studenti arrestati , la popolazione bielorussa continua a scendere nelle strade di Minsk per manifestare contro i presunti brogli elettorali e la vittoria di Lukashenko. Ad oggi la Bielorussia rimane un paese in tumulto e il quadro non sembra migliorare con il passare dei giorni.

La rivista e collettivo d’arte contemporanea Chrysalis Magazine ci racconta l’esperienza diretta di vari artisti, inclusi fotografi, videomakers e illustratori, nella situazione attuale in cui versa il paese. 

Il panorama artistico della Bielorussia è infatti cambiato radicalmente nelle ultime due settimane. Gli artisti visivi bielorussi non si sono tirati indietro dalla lotta per la democrazia e, anzi, sembra che non siano mai stati così politicamente attivi. 

 “Non c’è mai stata arte politica in Bielorussia”, dice Nadzeya Makeyeva, editrice di Chrysalis Magazine, a  31mag. “Ma dai risultati delle elezioni la società bielorussa – inclusa la comunità artistica – ha tremato ed è letteralmente ‘esplosa’” .

Da domenica 9 Agosto non c’è più stata traccia dell’assenza di arte politica che tanto caratterizzava la Bielorussia in confronto ai suoi vicini europei. 

Censura

Ciò che rende diversa l’arte nella Repubblica di Bielorussia infatti è la censura: l’arte è accettata finché non solleva questioni sociali, politiche ed economiche che sono contrarie a quelle del “regime” di Lukashenko – “l’ultimo dittatore d’Europa”.

 “Così come i paesi dell’UE, anche noi abbiamo grandi artisti e buone accademie”, ci dice Nadzaya.“Ma le opere che toccano i punti dolenti delle strutture e delle organizzazioni statali semplicemente non raggiungono il pubblico: vengono rimosse dalle mostre e non vengono mai nominate per premi”.

 “Ho ripetutamente osservato nel corso degli anni come la libertà di espressione di un artista sia limitata. Le gallerie e i musei statali, così come i media, sono in qualche modo compromessi”, ci dice Valeria Lemeshevskaya, artista e videomaker Bielorussia e anche lei editrice della rivista Chrysalis.

Nel paese non ci sono sovvenzioni statali e la maggior parte degli spazi artistici appartiene allo stato. L’Unione Bielorussa degli Artisti ha accesso ad alcuni finanziamenti del governo, ma non tutti gli artisti vengono ammessi. “Questa organizzazione è in qualche modo parziale, simile al suo predecessore dell’Unione Sovietica”, dice Nadzeya a 31mag. 

Secondo l’attivista-artista Serge Shabohin, “l’arte bielorussa contemporanea conduce una vita partigiana, ma impercettibilmente in parallelo con la cultura ufficiale”. Infatti, “quei pochi autori che osavano parlare di temi politici lo facevano cautamente e usando metafore”, afferma Nadzeya.

 E nessuno si sorprende in caso di boicottaggio o di una reazione aggressiva a un’opera politica”, dice Nadzeya.

Una nuova generazione di artisti

Ciononostante nella capitale stanno emergendo alcune gallerie private che si spingono oltre, sperimentando ed esponendo opere provocatorie e promuovendo artisti emergenti.

 Queste gallerie, conosciute come posti alternativi e underground, stanno diventano i luoghi dove si riunisce una nuova generazione di artisti bielorussi.  “Una generazione giovane e principalmente mitteleuropeizzata, che, grazie ad internet e ai nuovi mezzi di informazione, non ha paura del clima politico come le generazioni precedenti”, dice Nadzeya.

Il cambiamento artistico è accelerato velocemente dal 9 agosto. “Sono apparse più immagini; più lavori visuali”, dicono Valeria e Nadzeya. Non solo opere politiche ma anche immagini radicali, con chiari intenti anti-governativi, sono spopolate sui social media. 

 

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Дарья Трублина @trublina_darya_art — «Это перевëрнутый беларусский флаг. Руки беларусов, подвергшихся пыткам, издевательствам и насилию со стороны государства утопают в кровавом море. Главный символ старого режима очëрнëн многочисленными преступлениями, совершенными против нашего народа. Нельзя возвращаться в этот ад. Нужно продолжать борьбу до конца» / 20 августа 2020 / Darya Trublina @trublina_darya_art — ‘This is an inverted Belarusian flag. The hands of Belarusians who have been tortured, mocked and abused by the state are drowning in a bloody sea. The main symbol of the old regime is vilified by the many crimes committed against our people. You can’t go back to this hell. We need to keep fighting until the end’ / 20 August 2020 ⠀ #highlightbelarus #belarus #chrysalismag #contemporaryart #newcontemporary #chrysalismagartists #belarus #freebelarus #belarus2020 #poster #плакат #conceptualart #концептуальноеискусство #DaryaTrublina

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Chrysalis Magazine ha cominciato a pubblicare opere artistiche con significati politici principalmente sul loro sito e sui social media per mostrare solidarietà al popolo bielorusso.

“Questa tragedia non ha lasciato nessuno indifferente. Noi artisti, che siamo decisamente sensibili, siamo rimasti profondamente scioccati dagli avvenimenti che hanno scosso il nostro paese”, dice Valeria. “Molte persone hanno cominciato a considerare la propria posizione civica e a riflettere su argomenti che prima preferivano evitare”.

“In queste opere c’è così tanto dolore, così tanta rabbia e risentimento che non è possibile esprimerlo a parole. Bisogna vederle”, aggiunge Nadzeya.

 

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Аня Редько @ania_redko_ — «Великолепная вдохновляющая Нина Багинская с фразой со своего плаката — “Свабоду народу”» / 23 августа 2020 ⠀ UPD. Анна выложила в открытый доступ серию, которая посвящена событиям в Беларуси 2020 года для свободного скачивания в оригинальном размере. Теперь работы можно распечатать самостоятельно и использовать как плакаты на акциях! Ссылка на скачивание — в шапке профиля художницы. / Ania Redko @ania_redko_ — ‘Great and inspiring Nina Baginskaya with a phrase from her poster — “Freedom to the people”’ / 23 August 2020 ⠀ UPD. Anna has uploaded a series dedicated to the events in Belarus in 2020 for free download in original size. Now you can print artworks yourself and use them as posters at actions! The download link is in the artist’s profile bio. ⠀ #highlightbelarus #belarus #chrysalismag #contemporaryart #newcontemporary #chrysalismagartists #belarus #жывебеларусь #staystrong #freebelarus #belarus2020 #AniaRedko

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Brutalità della polizia

 Come molti altri suoi concittadini, inclusi altri artisti bielorussi con cui ha parlato 31mag, Valeria non sperava in elezioni eque. Sebbene la popolazione abbia fatto tutto ciò che era possibile, la vittoria di Lukashenko era prevedibile.

Tuttavia “nessuno si aspettava che i manifestanti pacifici potessero essere uccisi, che le persone nelle carceri potessero essere sottoposte a violenza fisica e psicologica o che potessero esserci così tante vittime anche tra persone che non sono attivisti politici”, dice Valeria.

source: Telegram group “photographers against”

“Quest’anno prima delle elezioni ho affisso dei volantini per spronare le persone ad andare a votare. Non incoraggiavo la votazione di nessun candidato specifico, ma solo a votare al seggio elettorale il giorno delle elezioni”, racconta a 31mag Valeria. “Ora la polizia mi sta cercando ufficiosamente, anche se non ho violato alcuna legge”.

Nonostante Valeria sia riuscita ad evitare di finire vittima della violenza dell’OMOH (polizia antisommossa bielorussa) e di rimanere ferita, ci riferisce che per giorni ha visto soffrire i suoi amici e conoscenti. “Sono dovuta scappare dalle granate esplosive”, dice l’artista, “Oggi provo paura per me stessa, per la mia famiglia e i miei amici”. 

“In precedenza sapevo che l’attuale governo in Bielorussia è terribile, ma fino al 9 agosto non mi ero mai resa conto di quanto lo fosse realmente”, dice Valeria. 

Il futuro della Bielorussia?

 È difficile predire cosa succederà in futuro nel paese a livello politico. Tuttavia è “impossibile ignorare e dimenticare i crimini evidenti che vengono perpetrati ogni giorno contro persone inermi”, dice Valeria.

 L’artista conclude dicendo che “molti artisti bielorussi non hanno ancora le forze di denunciare ciò che sta succedendo. Ma io penso che si faranno avanti e che il mondo vedrà opere ancora più intense”.

 Intanto lunedì sera la polizia ha fatto irruzione nella Galleria di Arte Contemporanea di Minsk – la più famosa e grande galleria d’arte in Bielorussia.