The Netherlands, an outsider's view.

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FOCUS

Il caso del Gouden Koets, la “carrozza coloniale”: esalta un’epoca buia e mistifica la storia. Il premier Rutte definì la protesta “bizzarra”

La carrozza della discordia è in manutenzione. E le proteste sono solo rimandate



Manca del tempo all’appuntamento stagionale con la polemica su Zwarte Piet ma il folto gruppo di movimenti ed associazioni, composti soprattutto da seconde e terze generazioni di immigrati dalle ex colonie che chiedono da tempo di riaprire il dibattito sulla storia “ufficiale” dei Paesi Bassi hanno un altro obiettivo: il Gouden Koets, un altro controverso simbolo del passato olandese. Che cos’è la “Gouden Koets”? Si tratta di una carrozza donata nel 1898 dai cittadini di Amsterdam alla regina Guglielmina, per la sua investitura: da allora, viene utilizzata solo una volta l’anno per trasportare i sovrani alla cerimonia del Prinsjedag, in occasione del discorso reale al parlamento ma tanto è bastato perchè il pannello che adorna la fiancata destra della carrozza,  dipinto con temi “coloniali”, sia finito nel mirino dei movimenti antirazzisti.

Omaggio alle colonie

La fiancata incriminata è conosciuta come Hulde der koloniën, ed è stata realizzata dall’artista Nicolaas van der Waay; rappresenta una celebrazione dell’Età dell’Oro attraverso l’immagine della “Vergine d’Olanda”, che incarnava la purezza della monarchia; ai suoi piedi, schiavi delle Indie orientali ed occidentali olandesi si prostrano e portano omaggi. Secondo uno dei fondatori del movimento la rimozione del pannello della discordia è necessario”perchè – scrive sul sito Joop.nl – mistifica la storia: l’Impero coloniale olandese fu tenuto insieme grazie a  violenze sistematiche nei confronti delle popolazioni locali che tentavano di liberarsi dal giogo. E’ un periodo storico buio di cui vergognarsi, altro che andarne fieri”

Gouden Koets Slavernijverleden

Il premier rimandato in storia

La vicenda entrò nel dibattito pubblico dal 2011 ma ha ricevuto una certa attenzione politica solo dall’SP e dal Groenlinks che hanno chiesto, senza successo, di discuterne  in parlamento. Il silenzio degli altri partiti è stato rotto solo dal premier che, durante una conferenza stampa, ha risposto lapidario ad una domanda sul tema con un “richiesta bizzarra“, aggiungendo “non riscriveremo la storia del Secolo d’Oro distruggendo l’opera” e concludendo “secondo me è una bella carrozza”

Non distruggere la carrozza ma ripensare il “Secolo Grigio”

Per il movimento di protesta non si tratta solo di togliere dalla circolazione il simbolo di uno dei periodi più cupi (e meno condivisi) della storia olandese ma di aprire un dibattito proprio su quella storia. “Perchè ostinarsi a chiamare “Secolo d’Oro” un periodo caratterizzato da violenza, prevaricazione e supremazia dell’uomo bianco?” si chiede il gruppo De Grauwe Koets “Piuttosto parliamo di Secolo Grigio”. E a differenza di quanto sostiene il premier Mark Rutte, concludono gli attivisti, le richieste della piattaforma non parlano di distruzione ma di contestualizzazione: la carrozza deve essere chiusa in un museo, nel Rijkmuseum, a rappresentare la vergogna di quel periodo storico

 






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