Gli anni punk di Amsterdam, etichette indipendenti in mostra

di Silvia Granziero e Veronica Fumarola

 

“Do it yourself”. Questo il motto della generazione punk degli anni Settanta, di cui ad Amsterdam si fanno portavoce le etichette indipendenti che producono i dischi delle band emergenti. La mostra  “NoFun/Torso/Plurex”, curata dal giornalista musicale Oscar Smit, rispolvera i materiali di quell’epoca per rimettere in luce un fenomeno che ha segnato un’intera generazione. Durante la Seconda Guerra Mondiale, i genitori, nell’Olanda occupata dai nazisti, sono autoritari e all’antica e dal dopoguerra esplode il conflitto generazionale. “Per la mia generazione il punk è stato fondamentale perchè ha segnato la nostra gioventù” – dice Oscar Smit – “A metà degli anni Settanta, quando da Stati Uniti e Inghilterra arrivò il fenomeno punk, e con esso lo squatting, i giovani vi videro una possibilità di ribellione e cominciarono a creare propri giornali, a dar vita a club e a gruppi musicali. I giovani cominciarono a fare le cose in prima persona”.

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Già nel 2012 il Centraal Museum di Utrecht ha provato a ripercorrere quegli anni con la mostra “God save the Queen”, ma, a differenza di quella, l’esposizione del Melkweg – uno dei locali più frequentati di Amsterdam – focalizza l’attenzione sulle etichette musicali. Le principali in mostra sono No Fun, poi divenuta Torso, e Plurex le quali producono i dischi di band come The Helmettes, The Tits, i Mecano Ltd, i Mollesters e i Subway. “L’idea di raccontare la storia di queste etichette nasce due anni fa, affichè siano d’esempio per tutte quelle band che muovono i primi passi nella capitale olandese” riprende Smit.

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Nella mostra non sono esposte solo le copertine degli album; una sala ricrea l’atmosfera di quegli anni: da un lato una serie di fotografie amatoriali immortala luoghi e volti significativi del punk, dall’altro ritagli di giornali mostrano la risonanza che questo fenomeno aveva all’epoca. In tutta l’esposizione solo due sono gli scatti di fotografi noti: Maarten Corbijn – autore di campagne pubblicitarie e copertine di album, oltre che scrittore e film-maker – e Ed Van Der Elsken, noto fotografo e film-maker olandese.

“Do it yourself” non è solo lo slogan degli anni punk olandesi, ma è l’anima della mostra. Oscar Smit riassume così il senso del lavoro: “Non volevamo voltarci  indietro solo per esaltare la bellezza di quel periodo, ma per ricordare ai giovani l’importanza del far da sé”.

 

NoFun/Torso/Plurex: fino al 28 febbraio, al Melkweg Expo in Lijnbaansgracht 234A. Ingresso gratuito.

 

 

 

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