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Il premier olandese Rob Jetten ha criticato indirettamente Donald Trump per i suoi attacchi alla Corte penale internazionale (CPI). Parlando all’Assemblea generale dell’ONU a New York, Jetten ha detto: «Giù le mani dalla Corte e da tutte le altre istituzioni che proteggono l’ordine giuridico internazionale». La frase è stata accolta dagli applausi della sala.
Jetten non ha citato Trump o gli Stati Uniti per nome. Pochi giorni prima, Trump aveva definito la CPI un tribunale antiamericano che celebra «processi farsa».
Nuove sanzioni americane
Durante il suo secondo mandato, Trump ha aumentato la pressione sulla CPI, anche a causa del mandato di arresto emesso dalla Corte contro il premier israeliano Benjamin Netanyahu e dell’indagine sulle azioni dei militari statunitensi in Afghanistan.
Secondo quanto emerso questa settimana, l’amministrazione Trump starebbe preparando nuove sanzioni contro la Corte. Nel suo intervento all’ONU, Trump non ne ha parlato. Jetten ha sottolineato che vive nella città che ospita la CPI e ha sostenuto che gli attacchi contro la Corte indeboliscono l’intero ordine giuridico internazionale. «E questo riguarda tutti noi», ha detto. Ha inoltre chiesto come sia possibile essere contrari al perseguimento dei crimini più gravi.
Secondo il premier, eventuali nuove sanzioni americane metterebbero ulteriormente a rischio anche i rapporti tra Stati Uniti ed Europa. Jetten ha chiesto a Bruxelles di «prepararsi a poter agire rapidamente e adottare contromisure ferme» nel caso in cui le sanzioni vengano effettivamente introdotte.
È stata la prima volta che Jetten ha parlato all’Assemblea generale dell’ONU da primo ministro: nel suo discorso ha inoltre sostenuto un ruolo maggiore per le cosiddette «medie potenze» nella cooperazione internazionale e una maggiore partecipazione dei Paesi di America Latina, Asia e Africa.
In particolare, Jetten ha chiesto una maggiore presenza dei Paesi africani nel Consiglio di sicurezza dell’ONU, dove il continente è attualmente sottorappresentato.







