Giorno della Memoria, l’Olanda ricorda una delle pagine più buie della sua storia

di Alessandro Pirovano

 

Nella città in cui Anna Frank rimase nascosta per mesi il Giorno della Memoria viene celebrato all’insegna della attualità della barbarie che da quel giorno, in modi e forme diverse, non ha mai abbandonato il mondo. Nel pomeriggio di oggi, 27 gennaio infatti, presso l’Istituto Reale di Mauritskade 63 si svolgerà l’annuale conferenza Mai più Auschwitz , tenuta, questa volta, da Romeo A. Dallaire, comandante olandese del contingente Onu in Rwanda nel 1994. L’iniziativa di Amsterdam sarà solo una delle molte che verranno tenute nei Paesi Bassi in memoria della persecuzione ebraica, che, proprio in Olanda, assunse dimensioni eccezionali. A causa della rapida invasione nazista e della metodicità della burocrazia olandese, infatti, gli antisemiti locali insieme alle SS misero in atto una diffusa e sistematica caccia all’ebreo, che condusse verso lo sterminio quasi i tre quarti della popolazione semita residente in Olanda. Una percentuale ben più alta dei vicini Belgio e Francia dove più della metà degli ebrei riuscì a sfuggire ai campi di sterminio. Nei Paesi Bassi, invece, furono moltissimi, ebrei e non, che transitarono per i campi di reclusione di Westerbork, nel nord-est, e Amersfoort, vicino a Utrecht, prima di raggiungere le loro destinazioni finali in Germania o Polonia.

Ad Amsterdam, la commemorazione ufficiale avrà luogo domenica 31, ossia l’ultima domenica del mese, come già avveniva prima che l’ONU proclamasse la data del 27 gennaio come Giornata della Memoria. In quell’occasione, il Comune ha in programma la tradizionale cerimonia presso Wertheimpark, dove sorge il monumento in ricordo delle vittime di Auschwitz.

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