“Merkel e Macron vogliono dare 500 miliardi di euro ai paesi dell’UE più colpiti dal lockdown, in particolare al sud. I fatti mostrano quanto sia sbagliato“, scrive il magazine conservatore Elsevier che dedica una copertina alla battaglia nord-sud per gli aiuti post-Covid. Il settimanale, una delle principali pubblicazioni nazionali, se la prende in primis con la Germania che ha ceduto alle richieste del sud e poi con la Francia: “I Paesi Bassi dovrebbero finanziare circa 30 miliardi di euro. Il Fondo intende costituire una donazione incondizionata ai paesi maggiormente colpiti economicamente dal virus. Questi sono principalmente paesi dell’Europa meridionale”, scrive Elsevier che teme la trasformazione dell’UE in un’Unione di trasferimento.

“Questo è sbagliato. Perché i fatti mostrano che i paesi dell’Europa meridionale non sono affatto poveri e hanno abbastanza denaro o accesso al credito. Possono anche migliorare l’efficienza delle loro economie, con riforme come quelle già attuate nel Nord”, dice ancora il settimanale. “Innanzitutto, è necessario chiarire alcuni luoghi comuni”, prosegue Elsevier: “i principali paesi dell’Europa meridionale, Francia e Italia, non sono poveri.” Stando alla Credit Suisse, la ricchezza media di un francese e di un olandese è simile, seguita a breve distanza da quella di un italiano.

I tedeschi, sarebbero invece staccati di diverse lunghezze. Per l’Elsevier le regole sono chiare: riforme e patto di stabilità vanno rispettate da tutti. E se il debito pubblico italiano è spaventoso, quello privato è 1/3 di quello olandese. In sostanza: gli Stati sono “poveri” mentre italiani e francesi sono molto più ricchi e meno indebitati degli olandesi. “L’Italia ha un debito nazionale del 137% e debiti privati ​​del 107%. La Germania ha un debito pubblico del 62,6%, privato del 102% mentre i Paesi Bassi hanno un debito pubblico del 59,4% ma il debito privato è del 241,6%.

La copertina dell’Elsevier, che ritrae l’immagine stereotipizzata del nord lavoratore e del sud spendaccione, non è piaciuta in Italia

Polemici non solo in Italia: anche l’europeista “nordico” Guy Verhofstadt, non ha gradito l’articolo