Per domani pomeriggio, il movimento Gele Hesjes NL ha in programma una manifestazione ufficiale ad Amsterdam. Il gruppo Facebook, dal nome Gele Hesjes NL, è composto da oltre 17 mila membri e si descrive come un movimento civico contro il costo della vita. “Siamo un gruppo contrario alla violenza” affermano nella pagina Facebook. Tuttavia gli osservatori sottolineano che alcuni tra i partecipanti delle manifestazioni dello scorso fine settimana a l’Aja, Maastricht e Nijmegen sono volti noti nei movimenti olandesi di estrema destra e neo-nazisti.

La testata Het Parool, in un’analisi della protesta dello scorso sabato, ha riferito che la rabbia dei partecipanti era indirizzata verso il primo ministro Mark Rutte, l’immigrazione, l’Unione Europea ed erano presenti attivisti contro Zwarte Piet. I Paesi Bassi non hanno lo stesso interesse di Francia o Belgio a scioperi di massa, scrive il giornale. Sottolinea inoltre che i Paesi Bassi hanno sempre spiccato nei sondaggi internazionali riguardo la qualità della vita. Recenti ricerche del gruppo governativo socio-culturale SCP dimostrano come le persone hanno più fiducia del solito nelle istituzioni come il parlamento e nel sistemale legale.

Tuttavia, il professore dell’Università di Groningen, Kees Aarts, ha detto al giornale che per quanto il gruppo fosse piccolo, i politici hanno sbagliato a liquidare i “gilet gialli” olandesi.

“La vita è diventata più difficile negli ultimi anni, e questo si applica a tutti i paesi occidentali” ha detto il professore. “Che ci siano 100 o 1000 persone fuori dal parlamento a manifestare, poco importa. Il fatto che loro siano lì, significa che bisogna prenderli sul serio.”