Le informazioni sui cosiddetti bronzi del Benin nei musei tedeschi sono ora disponibili sul sito web del Kontaktstelle für Sammlungsgut aus kolonialen Kontexten/Contact Point for Collections from Colonial Contexts.

A fine aprile, il governo tedesco si era pronunciato a favore della progressiva restituzioni delle opere depredate alla Nigeria. Gli oggetti appartenenti all’arte cortigiana del Regno del Benin (comunemente chiamati “bronzi del Benin”) furono saccheggiati dal Palazzo Reale del Benin dall’esercito britannico nel 1897 e sono ora conservati in musei in Germania e in altri paesi.

Più di 1.100 oggetti sono attualmente elencati sul sito web. Al momento fanno parte del Gruppo di dialogo il Museo Etnologico di Berlino, il Linden Museum di Stoccarda, il Museum am Rothenbaum – Kulturen und Künste der Welt di Amburgo, il Rautenstrauch-Joest-Museum di Colonia e i Musei Etnologici delle Collezioni Statali d’Arte a Lipsia, Dresda e Herrnhut.

I musei devono documentare completamente l’origine delle opere possedute entro la fine dell’anno e renderle accessibili al pubblico. I primi bronzi dovrebbero tornare in Africa l’anno prossimo.

Il “Punto di contatto” tedesco, con sede presso la Fondazione Culturale degli Stati Federali Tedeschi, è il nuovo punto di riferimento per tutte le domande sulle collezioni provenienti da contesti coloniali in Germania. Il Contact Point si rivolge in particolare alle persone e alle istituzioni dei paesi e delle società d’origine.

Al lancio del sito web, la ministra della cultura Monika Grütters ha detto che questo garantirà la massima trasparenza possibile.