Dalla nuova mappa politica dei Paesi Bassi emerge un aumento del divario tra centro e periferia, scrive NOS.

Insieme al geografo elettorale Josse de Voogd, NOS ha esaminato i risultati delle elezioni e il risultato è evidente: il divario tra ciò che De Voogd chiama “il centro” dei Paesi Bassi e la “periferia”, i comuni ai margini dei Paesi Bassi, aumenta in maniera drastica.

“Il centro è più o meno il triangolo Amsterdam – Utrecht – L’Aia. Molte persone con un livello di istruzione superiore vivono lì e D66 e Volt hanno successo. Nelle regioni al di fuori di questa zona sono principalmente i partiti populisti di destra che vincono”, dice De Voogd.

Questa dicotomia si applica anche quando si considerano guadagni e perdite elettorali: le perdite di GroenLinks e SP intorno ad Amsterdam, Utrecht e L’Aia sono compensate dai guadagni di partiti progressisti come D66, Volt, Partito per gli Animali e BIJ1.

In altre aree, c’è uno spostamento a destra. Tutto sommato, VVD, CDA, PVV, Forum e i partiti di destra minori ne trarranno vantaggio. E  diventa sempre più difficile parlare di destra e sinistra, dice NOS.

“Questo cambiamento non è esclusivo dei Paesi Bassi e riflette un modello che è sempre più dominante in diversi paesi. È una contraddizione tra le persone mobili altamente istruite che beneficiano della globalizzazione e le persone radicate che beneficiano meno della globalizzazione”, afferma De Voogd.

FvD il partito di Baudet, dice il geografo, guadagna sei seggi soprattutto grazie a elettori del nord-est e nel Limburgo, mentre nel 2017 era il ceto medio a votare per il Forum, che ora si è spostato su JA21, una versione più moderata della destra radicale.

BIJ1, sul lato opposto, è letteralmente esploso nelle città universitarie mentre è cresciuto in maniera moderata ad Amsterdam. Anche D66 e Volt crescono laddove c’è gente istruita.

Il BoerBurgerBeweging, il “partito dei boeren” ha nell’est la sua roccaforte, laddove la gente votava per i cristiano-democratici.

Infine, il VVD sta rubando voti alle roccaforti di un tempo dei cristiano-democratici, dice ancora il ricercatore: con la secolarizzazione, chi una volta votava per il partito di ispirazione cristiana, ad esempio nel Brabante, ora vota per i liberal-conservatori.