The Netherlands, an outsider's view.

The Netherlands, an outsider's view.

Ilaria, 33 anni, artista tra due e più mondi. Trentino – Amsterdam



“Dal Trentino ad Amsterdam: come sei arrivata qui?”

“Ero al conservatorio di Roma a studiare Canto Jazz quando ho deciso di andare in Erasmus. Chiedevano di scegliere tre conservatori europei, io ho scelto Amsterdam, Parigi e Praga. Il primo conservatorio a rispondere è stato anche la mia prima scelta, quindi ho preso i bagagli e sono partita per quattro mesi in Olanda. Dopo il primo mese mi sono trovata così bene che ho trasformato il mio temporaneo spostamento in un trasferimento a tempo indeterminato!

Ho deciso di rimanere ad Amsterdam perchè ho trovato subito un bel clima a  scuola, delle personalità straordinarie, provenienti da tutto il mondo…E poi perchè la città è molto pulita, molto ben organizzata…E poi esteticamente veramente affascinante”.

“Che rapporto ha Amsterdam con il Jazz? Trovi che sia una città musicale?”

Per quanto riguarda la città ed il Jazz, ma oserei dire anche la musica in generale, Amsterdam è veramente il posto adatto in Europa, per ascoltare ottima musica, di alto livello e anche promuovere la propria. Tornando al mondo del Jazz, che è quello che mi riguarda da vicino, Amsterdam è seconda solo a New York, patria del Jazz per eccellenza.

Il Bimhuis è la sala da concerti dove passano tutti i musicisti più grandi della scena Jazz contemporanea e, subito dopo,  nei locali più di nicchia per amanti di questo genere, a tarda notte, è facile incorrere in questi grandi musicisti che si mescolano con i musicisti locali per delle lunghe e appassionanti  jam sessios…Bellissimo! Quindi posso certamente confermare che Amsterdam è una città musicale a tutti i livelli!”

“Ci siamo conosciuti ad una performance teatrale di tua creazione: per quanto riguarda le arti espressive come il teatro, come trovi la qualità di ciò che Amsterdam offre, o i Paesi Bassi in generale? Trovi differenze con l’ Italia?”

Come la musica, anche il teatro e la danza sono discipline che interessano in maniera attiva la scena Olandese e di Amsterdam in particolare.

Io mi occupo appunto non solo di musica ma anche di teatro: sono la regista di un gruppo che si chiama Tazmanikus Theatre Group, formato da studenti del Conservatorio di Amsterdam e dell’ Accademia delle Belle Arti Rietveldt.

La mia esperienza ad Amsterdam è stata che nel momento in cui abbiamo chiesto un minimo di fondi per aiutarci a portare avanti il progetto, ci sono stati dati immediatamente. Questa è una differenza sostanziale con l’Italia, dove ci sono tantissimi gruppi avviati o anche tante promesse, ma che non vengono assolutamente incentivati e questo porta, ovviamente, a costringere gli artisti a scegliere un altro posto, un’altra nazione dove poter esprimere la propria arte.

Inoltre, ciò che mi entusiasma qui ad Amsterdam è la grande curiosità e la voglia di dialogare con gli artisti, anche subito dopo lo spettacolo.  Questa è una cosa che mi piace molto: discutere col pubblico dopo la performance, come si faceva tanto tempo fa…Sì, sono una donna all’antica!”

“Sei trentina come me…Il primo anno io non riuscivo ad abituarmi all’ assenza delle montagne. Vedere gli orizzonti mi toglieva il respiro. Da una terra di granito e roccia ad una sotto il livello del mare. Tu cosa hai pensato?”

“Sì, sono mezza trentina (mamma) e mezza calabrese (babbo), quindi sono già stata abituata fin da piccola al cambio drastico del paesaggio, temperature ed anche cultura. Devo dire che ogni tanto mi manca il mare azzurro e limpido calabrese e le montagne spigolose del Trentino…Ogni tanto immagino che le nuvole basse e fitte siano una lunga catena montuosa innevata!

Però devo ammettere che la luce di questa città è qualcosa che non si trova ovunque e i tramonti che vedo da queste parti creano così una forte emozione che per un momento lascio da parte vecchie nostalgie per perdermi nei giochi di colore e le sfumature del cielo che diventa scuro anche dopo le undici di sera in estate…”

“Se un giorno te ne dovessi andare, cosa vorresti portare via con te di Amsterdam e cosa di te in cambio vorresti lasciare?”

“Se un giorno dovessi andare via da qui mi porterei sicuramente il clima! Sono un’italiana un po’ atipica, amo il freddo, la pioggia non mi disturba affatto ed anche il vento ha il suo fascino…Tremo già al pensiero di passare l’estate in Italia perchè so quanto soffrirò il caldo laggiù, quindi se potessi portare un po’ di questo clima, sarebbe una delle prime cose…

Poi porterei la bellezza e la pulizia di Amsterdam, che merita di essere citata…Ma sicuramente lascerei qui un po’ di italianità, con tutto quello che Italiano significa: dal cibo buono allo charme che noi abbiamo, anche i contrasti dolci e amari tipici della gente del Sud Europa.

Insomma, lascerei qui un po’ di leggerezza in più nei rapporti umani e personali, fatti di semplicità e fiducia“.

Trovate la fanpage del Tazmanikus Theatre Group QUI.

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