The Netherlands, an outsider's view.

The Netherlands, an outsider's view.

Emma, 31 anni, hardware developer. Veneto-Amsterdam

Prima di venire ad Amsterdam lavoravo in Austria per una multinazionale, creavo microchip. Ho studiato fisica”.

Ora lavoro per un’organizzazione no profit olandese, si chiama Waag Society. Si tratta di un istituto per la promozione della tecnologia e della scienza che ha sede nella porta medievale di Nieuwemarkt, la Waag appunto”.

“Di cosa vi occupate nello specifico?”

“Abbiamo diversi progetti: uno ad esempio riguarda i bambini dai 9 agli 11 anni. Cerchiamo di avvicinare i bambini al mondo dell’elettronica e del digitale.

È su base volontaria, perchè avevano provato a renderlo curriculare per gli adolescenti, ma si sentivano costretti e vi partecipavano controvoglia. In questo modo abbiamo solo famiglie e bambini che sono effettivamente interessati all’ argomento.

Quello che mi stupisce è che molti olandesi che abitano ad Amsterdam non abbiano idea di chi siamo, cosa facciamo e neppure cosa ci sia all’ interno di un monumento così centrale e storico come il Waag“.

“Cosa trovi di diverso nel modo di lavorare degli Oandesi dagli italiani?”

“Sia con gli Olandesi che con gli Austriaci ho notato che hanno un concetto dell’ impiego del tempo lavorativo differente e si organizzano in modo da potersi godere le giornate di sole ad esempio, sfruttando al meglio la flessibilità delle ore di lavoro“.

“Ti trovi bene a lavorare con gli Olandesi? Io, ad esempio, no. Ho l’impressione che vadano nel panico non appena devono uscire dallo schema che si erano prefissati”.

Ti dirò che non mi trovo d’accordo. Forse perchè sono in un ambiente professionale che richiede molta creatività. Al massimo posso dire che non sono sempre proprio organizzati…Però riescono comunque a trovare soluzioni che mettano d’accordo tutti.

Tieni conto che abbiamo a che fare con realtà ed associazioni molto diverse tra loro.

Sono molto bravi nel trovare il giusto compromesso“.

Trovate il sito della Waag Society QUI.

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