www_ukberri_net, CC BY 2.0, via Wikimedia Commons

La corte d’appello di Gent ha autorizzato l’estradizione di Natividad Jáuregui, attivista basca, accusata di terrorismo in Spagna e latitante dal ’79.

Jáuregui è accusata di essere un membro del Comando di Vizcaya, un ramo dell’organizzazione indipendentista basca ETA, considerata responsabile di diversi attentati, inclusa l’uccisione di sei agenti di sicurezza nel 1981.

Era già ricercata allora, per presunti crimini commessi nel 1979 ma non è stata mai processata. Secondo RTBF, avrebbe vissuto in Francia e poi in Messico, stabilendosi in Belgio nel 2013. Da allora, ha mantenuto la sua idenità ed è stata arrestata nel 2013 perchè non sarebbe stata registrata presso le autorità di sicurezza. Durante la sua permanenza a Gent, ha lavorato come chef e ha persino contribuito a un libro di cucina che raccoglieva ricette di chef di diverse nazionalità.

La Spagna ha richiesto l’estradizione diverse volte ma ad oggi, i tribunali l’avevano negata. Poi, nel 2016 la famiglia di uno degli agenti assassinati, Romeo Rotaoche, ha portato il caso alla Corte europea dei diritti dell’uomo a Strasburgo. La CEDU si è pronunciata contro il Belgio, dichiarando che le autorità non avevano considerato abbastanza le istanze presentate dalla famiglia e avevano respinto il ricorso troppo frettolosamente. Il Belgio è stato condannato a risarcire i danni alla famiglia, dice RTBF e questa sentenza avrebbe avuto delle conseguenze sulla richiesta d’estradizione.

Secondo il suo avvocato, Paul Bekaert – che rappresenta anche i politici indipendentisti catalani in esilio – la storia non è chiusa qui: il tribunale, infatti, si è espresso solo sulla natura delle procedure seguite (se siano quindi legali oppure no) e non sulla natura dell’estradizione. “Faremo appello alla Corte di Cassazione”, ha detto il legale.