The Netherlands, an outsider's view.

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Genocidio del Ruanda. Kabuga, il latitante numero uno, sarà processato in Tanzania dal MICT e non a Parigi

CoverPic: public domain

La corte d’appello di Parigi ha approvato il trasferimento del sospettato del genocidio del Ruanda Felicien Kabuga, il più importante latitante ruandese arrestato in Francia dopo decenni in fuga, a un distaccamento delle Nazioni Unite per essere processato in Tanzania.

Accusato di aver finanziato il genocidio del 1994 di circa 800.000 persone, Kabuga aveva chiesto di essere processato in Francia e può ancora fare appello alla decisione di consegnarlo al Meccanismo per I Tribunali Penali Internazionali (MICT).

Descritto come l’uomo più ricercato d’Africa, Kabuga è stato arrestato il 16 maggio nella sua casa fuori Parigi, dove viveva sotto falso nome.

I suoi avvocati hanno sostenuto davanti al tribunale di Parigi che all’84enne dovrebbe essere consentito di rimanere in Francia a causa della sua età avanzata, della sua cattiva salute e di una presunta mancanza di imparzialità dimostrata dai tribunali internazionali.

Il mese scorso, tuttavia, un giudice dell’Aia ha stabilito che Kabuga doveva essere processato ad Arusha, in Tanzania, secondo il Meccanismo per i Tribunali Penali Internazionali (MICT) delle Nazioni Unite.

Il MICT, che ha assunto le funzioni del tribunale internazionale delle Nazioni Unite per il Ruanda quando è stato ufficialmente chiuso nel 2015, ha sede all’Aia ma ha una succursale anche ad Arusha.

Kabuga, una volta uno degli uomini più ricchi del Ruanda, è stato incriminato dal tribunale nel 1997 per aver commesso sette crimini, incluso il genocidio.

È accusato di aver formato la famigerata milizia Interahamwe che ha compiuto i massacri e la Radio-Televisione Libre des Mille Collines, le cui trasmissioni hanno incitato le persone all’omicidio.

Centinaia di migliaia di tutsi ma anche di hutu moderati sono stati massacrati per 100 giorni di violenze etniche commessi da estremisti hutu nel 1994.