La maggioranza alla Tweede Kamer, la camera bassa del parlamento olandese, ha approvato giovedì due mozioni riguardanti il ​​genocidio armeno del 1915. Una afferma che la Tweede Kamer “riconosce il genocidio armeno”, l’altra che un ministro olandese o un sottosegretario di Stato dovrebbero assistere alla commemorazione in Armenia ad aprile.

La Turchia ha convocato un rappresentante dell’ambasciata ad Ankara per chiedere spiegazioni. Da marzo 2017 non è più presente ambasciatore olandese, dopo che il paese della mezza luna ha ritirato le credenziali di Kees van Rij impedendogli di tornare nel Paese. Il caso verrà quindi seguito dai funzionari di grado inferiore ancora presente in Turchia.

Entrambe le mozioni sono state presentate dal parlamentare ChristenUnie Joel Voordewind. Tutti e quattro i partiti della coalizione hanno dato il via libera a sostenerle.

Centinaia di migliaia di armeni furono assassinati nel 1915, quando il territorio era ancora parte dell’impero ottomano. I turchi hanno sempre sostenuto si fosse trattato di “omicidi in tempo di guerra” e non di una pulizia etnica programmata. I turchi sostengono, inoltre, che gli armeni erano un pericolo perché stavano combattendo dalla parte del nemico russo. Per Ankara la questione è da sempre un nervo scoperto e l’annuncio del riconoscimento del genocidio da parte di paesi esteri ha sempre provocato reazioni furiose da parte dei governi turchi.

Di recente, il riconoscimento tedesco e la presa di posizione del Vaticano, che ha parlato per la prima volta di “genocidio”, hanno provocato il raffreddamento delle relazioni con Ankara.

Finora i Paesi Bassi non hanno mai riconosciuto ufficialmente il genocidio, parlando di “questione del genocidio armeno”. Ma una maggioranza in parlamento crede sia ora di cambiare. “Non possiamo negare la storia per timore di sanzioni, dopotutto il nostro paese ospita la capitale del diritto internazionale, quindi non dobbiamo avere paura di fare la cosa giusta anche qui”, ha dichiarato Voordewind al Trouw.