Il quotidiano turco turco Sabah ha lanciato una pesante attacco a  cinque membri del Parlamento olandese di origine turca che hanno votato si al riconoscimento del massacro armeno del 1915 da parte dell’Impero Ottomano come “genocidio”.

Il giornale filo-governativo ha parlato di “tradimento” puntando il dito contro cinque deputati di origine turca Dilan Yesilgöz del VVD, Cem Lacin e Saadet Karabulut dell’SP, Zinhi Özdil e Nevin Özütok del Groenlinks.

I 5 sono stati, inoltre, presi di mira sui social dopo che il quotidiano li ha sbattuti in prima pagina all’indomani della votazione in parlamento. 

Ma l’aggressione mediatica in Turchia non è passata inosservata in Olanda: la presidente della Tweede Kamer, Khadija Arib ha definito “inaccettabile” l’incitamento alla violenza e le minacce indirizzate ai deputati di origine turca.

Tunahan Kuzu, deputato del partito DENK e anche lui di origine turca, è al contrario vicino alle posizioni del governo di Ankara: secondo lui, dice il Volkskrant, il voto che ha riconosciuto il genocidio armeno è una trovata per la corsa verso le elezioni comunali del 21 marzo.

DENK ha votato contro il riconoscimento del parlamento e Kuzu ha sottolineato come la mozione approvata non cambi la sostanza delle cose: il governo olandese, infatti, continuerà a riferirsi alla “questione armena” senza parlare di genocidio.