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CULTURE

Genesi, l’ode alla Terra di Sebastião Salgado il fotografo ecologista

Le fotografie di Genesis sono una ricerca attraverso le origini del mondo, prima che la modernità creasse una distanza tra la natura e l'essere umano

di Paola Pirovano

 

Dopo due serie dedicate all’uomo e alla sua precaria esistenza – Workers (1993) e Migrations (2000), il fotografo brasiliano Sebastião Salgado presenta il nuovo monumentale lavoro Genesis, che lo ha tenuto impegnato tra il 2005 e il 2013.

La serie, composta di più di 200 fotografie in bianco e nero, è attualmente esposta al Nederlands Fotomuseum di Rotterdam, dove resterà fino al 22 ottobre.

Il titolo di quest’ultima opera di Salgado è emblematico: Genesis è infatti un viaggio negli angoli più remoti del pianeta, luoghi incontaminati dove la natura è impenetrabile e popolazioni indigene vivono in condizioni estreme, ai margini della civiltà moderna.

Le grandi fotografie in bianco e nero si concentrano sulla bellezza mozzafiato dei paesaggi e l’incredibile varietà di esseri viventi che popolano il nostro pianeta. Lo scopo è documentare l’essenza stessa della vita, svelandone il lato più primitivo.

L’interesse per questo soggetto viene dalla storia personale dell’artista: originario dello stato brasiliano di Minas Gerais, ha passato l’infanzia circondato dalla rigogliosa foresta tropicale, per poi trasferirsi a Parigi con la moglie durante gli anni della dittatura. Laureato in economia, ha scoperto la fotografia abbastanza tardi, all’età di 30 anni, mentre girava il mondo lavorando per un’organizzazione internazionale.

Affascinato dalla condizione umana, si dedica a catturarne le varie sfaccettature. Le due serie Workers e Migrations indagano senza pietà lo sfruttamento del lavoro e lo spostamento forzato di popolazioni. Particolarmente attento alla questione ecologica, documenta la distruzione causata dall’eccessiva industrializzazione e dall’uso incontrollato delle risorse naturali.

Con Genesis, il suo lavoro prende una prospettiva diversa: le 200 fotografie esposte a Rotterdam sono un inno alla bellezza della natura e un appello per proteggerla. Dal Polo Nord a Papua Nuova Guinea, passando per l’Amazzonia, Salgado si concentra sulla natura e su suoi esseri viventi, immortalando paesaggi sconfinati, la vita affascinante degli animali selvaggi, e le comunità che abitano le regioni più remote del pianeta.

Rigorosamente in bianco e nero, con una profondità di campo che ne esalta i volumi, le fotografie di Genesis sono una ricerca attraverso le origini del mondo, prima che la modernità creasse una distanza tra la natura e l’essere umano. Il lavoro di Salgado è la prova che esistono ancora luoghi vergini, dove la natura regna incontrastata e maestosa.

Impegnato da anni nella lotta contro la deforestazione, Sebastiao Salgado spera che Genesis sia anche un modo per attirare l’attenzione sull’urgenza di agire per preservare il pianeta Terra e la sua bellezza.


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