La posizione svantaggiata delle donne nel mercato olandese sta costando ai Paesi Bassi miliardi di euro, ha riportato uno studio condotto dalla società di consulenza McKinsey.

Se il mercato olandese fosse più inclusivo, come in alcuni tra i paesi confinanti, l’economia registrerebbe un boom di 114 miliardi di euro. Inoltre, se il mercato raggiungesse una situazione di perfetta gender-equality, 221 miliardi di euro in più entrerebbero nelle casse dello stato olandese, ha riportato NOS. 

“L’Olanda è all’avanguardia per quel che concerne la parità dei sessi nella società, ma non si può dire lo stesso del mercato del lavoro”, si legge nel reportage. “Il salario medio mensile delle donne olandesi è 61% di quello degli uomini, mentre nel resto d’Europa è in media 68%”. Circa la metà delle donne olandesi lavora, ma solamente un terzo del PIL è il risultato del lavoro delle donne. Nel resto dell’Europa occidentale è circa il 38%. 

Secondo i ricercatori, il paese ha “il tipico sistema dei Paesi Bassi”; le donne olandesi lavorano per di più nella salute e nell’educazione, settori con diverse opportunità di part-time e che contribuiscono solo marginalmente alla crescita del PIL. In più le donne sono coinvolte in un incalcolabile numero di lavori non pagati. E le norme sociali riguardo le scelte di carriere per le donne rappresentano un ostacolo, hanno concluso i ricercatori. In più, tutti questi fattori si rinforzano a vicenda. 

Perché le donne siano maggiormente coinvolte nel mercato del lavoro, dice ancora il report, dovrebbero aumentare gli incentivi finanziari. E nuove misure devono essere introdotte per eliminare pregiudizi e stereotipi che ostacolano le donne nella loro carriera. “Il governo, l’industria e le organizzazioni possono ricoprire un ruolo essenziale per demolire i radicati pregiudizi riguardo alle donne lavoratrici”, conclude il rapporto