The Netherlands, an outsider's view.

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INTERVISTA

Geeks, giornalismo partecipativo e Google Maps: Bellingcat racconta il suo modello

di Cristina Dammacco

Author pic: Mil.ru Source: Wikipedia License: Attribution 4.0

L’abbattimento del volo Malaysia Airlines diretto a Kuala Lumpur da Amsterdam nel 2014, il celebre MH17, è stato uno degli eventi che più ha scosso l’Olanda.  Nell’incidente hanno perso la vita 298 persone e il processo in Olanda ai presunti responsabili, anche se sospeso fino ai primi di giugno per l’emmoergenza Covid, è attualmente in corso.

Quello che molti non sanno è che l’indagine è stata sì condotta dal Joint Investigation Team (JIT), un team di investigatori dei paesi coinvolti nel disastro, ma l’aiuto più importante è arrivato da prove raccolte da Bellingcat un portale di giornalismo investigativo fondato nel 2014 dal blogger britannico Eliot Higgins, ex impiegato di una società finanziaria inglese, specializzato in fact checking e intelligence open source.

Bellingcat è un caso da qualche tempo, soprattutto per i metodi che utilizza: le inchieste realizzate, sull’utilizzo di armi chimiche in Siria e appunto sull’MH17, si muovono interamente sull’asse “prove pubbliche” (digitali) e verifiche continue sulle fonti e sull’origine delle informazioni. Il loro lavoro, svolto in larga parte da volontari, geeks e altri appassionati di open source e di inchieste ha attirato l’attenzione, soprattutto per la metodologia utilizzata, portando il citizen journalism e l’attivismo online ad un livello molto avanzato. Nonostante le sue attività siano online, Bellingcat ha dal 2019 un ufficio a Den Haag.

Abbiamo intervistato, via mail, Elliot Higgins blogger già da due anni quando decise di mettere su Bellingcat: “Ho notato un grande interesse da parte della gente, così ho pensato di creare un sito più professionale di un semplice blog”, dice a 31mag. “Nel nuovo sito non ci sarebbero stati solo i case studies, ma anche delle istruzioni per insegnare come svolgere un’indagine open source”. Oggi il fine di Bellingcat è quello di diffondere questo modo di fare giornalismo investigativo e accrescere la community che si è creata in questi anni. “Stiamo cercando di andare oltre i limiti del giornalismo investigativo e renderlo accessibile a tutti,  essendo da esempio per gli altri”. Bellingcat non è solo un portale di informazione ma un insieme di strumenti e metodi che approfitta del gran numero di informazioni presenti online e porta alla luce situazioni che sarebbero altrimenti ignorate.

In realtà, quella del portale di Higgins, non è una pratica nuova:  l’elemento che si è aggiunto è la connessione ad internet. Dal 2007 ci sono state molte novità in campo informatico, dagli smartphone a Google Earth e Google Street View. Questi servizi ci danno accesso a un gran numero di dati condivisi online, come le banche dati dei governi e informazioni trapelate, oltre che un sacco di immagini di riferimento. “Mi viene in mente la scena del film Spotlight dove Mark Ruffalo si reca al municipio per consultare dei documenti. Anche quello è open source, ma oggi possiamo direttamente cercare tramite URL, invece di fare la fila al municipio”.

Per quanto riguarda le informazioni acquisite in merito a MH17, possiamo dire che, a causa di quello che si può chiamare “saturazione digitale”, un incidente del genere crea un impatto nel mondo digitale, continua Higgins. “Le onde scaturite da quell’impatto sono quelle che tracciamo. Per esempio quando il lanciamissili è stato trasportato da un territorio all’altro, la gente lo ha postato sui social, facendosi foto e video. Quello che abbiamo fatto è stato cercare le “onde” create e verificare quanto abbiamo potuto, facendo un controllo incrociato di tutte le prove per realizzare un resoconto dettagliato di quanto accaduto”.

Le prove raccolte sono poi state consegnate al JIT, che sta lavorando al caso. Ma anche le corti internazionali sono interessate a questo tipo di prove. “Con il nostro progetto sullo Yemen stiamo sviluppando processi di indagine e archiviazione affinché abbiano uno standard minimo che ci permetta poi di presentare le prove come parte del procedimento legale”. 

Ma non è tutto: il sito ha recentemente pubblicato dei podcast dedicati all’indagine MH17. Con tutte le prove e i contatti costruiti durante le indagini, inclusi quelli di familiari, avvocati e altri esperti, il team ha voluto fare qualcosa per condividere le varie esperienze e competenze maturate. “Quando un’azienda mi ha chiesto se fossimo interessati a produrre un podcast, ho pensato che fosse il modo ideale per mettere insieme tutte queste voci e raggiungere un pubblico più ampio”.  Gli episodi in totale sono 6. In 4 di essi si narra cosa è successo, nell’episodio 5 si spiega la vicenda dal punto di vista dei separatisti utilizzando le intercettazioni telefoniche e, infine, c’è un episodio in cui si danno informazioni sul processo e si condividono i pensieri dei familiari delle vittime.

I podcast di Bellingcat non si limiteranno a un singolo caso, anzi, il team del sito sta già lavorando alla seconda stagione su un’indagine in collaborazione con la BBC. Una terza stagione, inoltre, è già in programma.