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Gas di Groningen addio: il governo firma lo stop definitivo all’estrazione

Questo pomeriggio molti abitanti di Groningen tirano un sospiro di sollievo: la legge che regola definitivamente l’estrazione dal giacimento di gas di Groningen viene simbolicamente firmata dal sottosegretario di Stato dimissionario Vijlbrief. Il campo di gas è diventato negli ultimi 65 anni da miniera d’oro per i Paesi Bassi a un dossier di mal di testa.   

Nel 1947 le compagnie petrolifere Shell ed Esso fondarono la Nederlandse Aardolie Maatschappij (NAM), un’azienda che cerca petrolio e gas nei Paesi Bassi. Nel maggio 1959 l’azienda fa la sua più grande scoperta: sotto il villaggio di Slochteren, nella provincia di Groningen, venne scoperta la più grande bolla di gas d’Europa, da circa 2800 miliardi di metri cubi. NAM ottenne una concessione perpetua per l’estrazione dallo Stato, per questo campo, dice NOS.

Tutto il Paese passò all’uso del gas naturale dai primi anni ’60, per l’industria, la produzione di energia elettrica, la cottura e il riscaldamento. Il governo olandese divenne ricchissimo: la maggior parte dei (convertiti) oltre 400 miliardi di euro di ricavi dall’inizio della scoperta nel 1959 vanno allo Stato. Con questi soldi vennero finanziate opere infrastrutturali e una parte considerevole dello stato sociale, dice NOS.

Il rovescio della medaglia dell’estrazione del gas diventa chiaro solo decenni dopo: nel dicembre 1986 la terra trema ad Assen – conseguenza dell’estrazione nel più piccolo campo di gas di Eleveld. Negli anni successivi ci sono centinaia di altri terremoti nell’area settentrionale dei Paesi Bassi causati dall’estrazione di tutto quel gas: il terreno si abbassa, si crea pressione sulle faglie sotto il giacimento di gas. Con un numero record di terremoti e la cittadinanza sul piede di guerra, nel 2018 il governo decide di terminare l’estrazione.

Nel 2019 inizia un’inchiesta parlamentare sull’estrazione del gas, e soprattutto sulla questione del perché così tanto gas sia stato estratto per così tanto tempo, nonostante il gran numero di terremoti. La principale conclusione della commissione, qualche anno dopo: gli interessi dei Groninghesi sono stati sistematicamente ignorati, guadagnare soldi è sempre stato più importante della sicurezza dei residenti.

La “sicurezza dell’approvvigionamento” del gas è stata considerata la più importante dal governo e dagli operatori del campo di gas: questa è stata sempre messa al di sopra di tutto e il mondo esterno è stato mantenuto “coscientemente” all’oscuro, secondo la commissione.

Seguendo la Camera anche il Senato ha accettato la chiusura entro il 1º ottobre 2024. Vijlbrief firma simbolicamente oggi a Kolham la legge che deve regolare lo switch off.

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