Un’indagine su una gang di killer polacco-olandese ha rivelato nuovi legami tra vari casi criminali: il nuovo testimone nel caso Peter R. de Vries gioca un ruolo importante in questo collegamento, dice NOS.

La novità è emersa oggi al tribunale di Zwolle, dove si è tenuta una prima udienza contro una gang a processo per alcuni omicidi su commissione.

Si tratta di sette uomini di età compresa tra i 18 e i 45 anni, in parte di origine polacca e in parte di origine olandese. Un sospetto è della Repubblica Dominicana.

La Procura parla di “esecutori di reati gravi”: secondo il Pubblico Ministero, alcuni sospettati sarebbero stati coinvolti in tentativi di omicidio e altre violenze, altri sarebbero stati responsabili di un enorme stock di armi: decine di fucili automatici, pistole e alcuni lanciarazzi.

All’inizio di quest’anno, la polizia ha trovato le armi in un capannone ad Alphen aan den Rijn. L’indagine sul gruppo sembra aver scoperchiato un vaso di Pandora: c’è un legame con l’omicidio di Peter R. de Vries. Nel caso odierno, il Pubblico Ministero utilizza le dichiarazioni dello stesso testimone polacco che ha raccontato dell’omicidio di De Vries. Dopo la sua storia, il verdetto è stato rinviato.

Questo nuovo “testimone 5089” ha rivelato che questo gruppo di sospetti, tra i quali altri due polacchi, vivevano nella stessa casa di Krystian M., l’uomo che si dice abbia organizzato e diretto l’omicidio di De Vries.

Un sospetto olandese avrebbe agito come un “mediatore di omicidi” per il gruppo, riferisce Omroep Gelderland: era un conoscente di Krystian M e sembra che entrambi i sospettati del caso De Vries e del caso odierno provengano dalla stessa cerchia.

Inoltre, c’è una nuova pista per un caso completamente diverso, scrive RTV Oost: quello dei “killer tatuatori”: pare che due sospetti abbiano tentato di uccidere l’allora latitante criminale Cor P. nella Repubblica Dominicana. Secondo il pm, ​​P. apparteneva a una banda di sicari conosciuti come i “tatuatori”. In fuga da due anni. Cor P. è sopravvissuto alla sparatoria nell’isola caraibica, ma è stato arrestato in ospedale e poi estradato nei Paesi Bassi.

Anche i “tatuatori” avrebbero collegamenti con altre indagini in corso e con le attività criminali di Ridouan Taghi.