I leader del club di motociclisti Satudarah sono a processo. Traffico di stupefacenti e di armamenti, riciclaggio di denaro e rapine sono alcune delle attività di cui il gruppo si è reso protagonista secondo la ricostruzione del Pubblico Ministero apparsa su NOS.

Dopo l’arresto a settembre, tre boss sono comparsi in tribunale mentre un quarto è in clandestinità. Erano loro a gestire i traffici e le attività extralegali del club, commettendo crimini nei Paesi Bassi e all’estero dove facevano arrivare anfetamine, cocaina e hashish.

Fare parte di Satudarah implicava il pagamento di una quota, versata nella cassa per le attività del club. Uscirne invece, poteva essere molto pericoloso: il pubblico ministero ha parlato di undici casi di estorsione ad ex membri del gruppo costretti a versare denaro per timore alla loro incolumità.

Erano i boos che decidevano a chi toccava la mala sorte. Alla fine due leader, i fratelli M da Tilburg, sono rimasti in carcere dove dovevano già scontare la condanna precedente per riciclaggio e spaccio di droga. Il terzo è stato condannato a quattro anni per commercio di armi mentre il quarto è ancora in fuga.

La cronaca nera olandese continua a vedere tra i protagonisti le gang di motociclisti: un mese fa le autorità hanno messo fuorilegge il club Bandidos. Il prossimo potrebbe essere il turno di Satudarah.