A Gand la cosiddetta turbo rotatoria, la prima in Belgio inaugurata sulla R4, ha suscitato non poche domande. La più gettonata è: “che cos’è una turbo rotatoria?”

Una turbo rotatoria viene solitamente costruita dove una normale rotatoria non funziona più perché troppo trafficata. Spesso si tratta di intersezioni con strade a due o più corsie. In teoria, quella turbo può gestire 11.000 veicoli all’ora, mentre un’intersezione ordinaria circa 8.000 nelle stesse circostanze.

Vista dall’alto, a prima vista, si tratta di uno spettacolo bizzarro. A differenza di un incrocio classico, il traffico che vuole andare a sinistra deve fare un’ampia svolta su una strada a tre corsie e occasionalmente aspettare il semaforo. Sembra una rotatoria, ma non lo è in senso stretto perché non si può guidare in tondo.

Perché il governo ha scelto questo tipo di progetto?

“Una prima soluzione era quella di ridisegnare e ristrutturare l’incrocio esistente, ma poi si verificavano comunque degli ingorghi”, spiega Marijn Struyf di De Werkvennootschap, l’organizzazione che sta ristrutturando la tangenziale di Gand per conto del governo fiammingo. “Una rotatoria classica avrebbe portato a ingorghi ancora più lunghi. Per questo abbiamo optato per una turbo rotatoria che può gestire fino al 25% di traffico in più rispetto a quello attuale. È una soluzione che funziona bene in termini di flusso.”

Una ricerca olandese condotta dal rinomato TNO Delft dimostra che gli automobilisti devono attendere in media 45 secondi in meno per il semaforo rosso in corrispondenza di una turbo rotatoria. Questo a condizione che ci sia un numero sufficiente di rilevatori sulla strada per misurare il traffico. Attualmente, le Fiandre non applicano gli standard olandesi (con quattro dispositivi per direzione).

Le stesse ricerche olandesi dimostrano che molte persone trovano complessa la soluzione turbo. Tuttavia, una volta che ci si passa davanti qualche volta, ha senso: gli utenti della strada apprezzano il miglior flusso del traffico. Ma per i automobilisti occasionali resta una sfida.

Il TNO raccomanda addirittura di “essere cauti nell’applicare questo tipo di forma di intersezione e di considerarne l’applicazione solo se la capacità di traffico per i flussi di attraversamento lo rendono davvero necessario”.

Per quanto riguarda la sicurezza dei ciclisti, è chiaro che su una turbo rotatoria hanno bisogno di percorsi separati e preferibilmente anche di tunnel sotto le corsie per le auto, proprio come a Gand.

CoverPic@De Werkvennootschap