The Netherlands, an outsider's view.

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CULTURE

Gabber, metallari e skinhead: la deriva delle sottoculture in mostra all’OT301

L'esposizione alla galleria 4Bid sarà visibile fino alle 16:00 di domenica 14 ottobre



Di Serena Gandolfi e Emma Pelizza

 

Voto alla serata: 8 ½. Pasticche di MD assunte: 1.” a parlare sono le foto dell’agenda di Boris Postma, in mostra tra le immagini di altre serate hardcore a cui l’artista ha partecipato negli anni 2000 quando ancora si riconosceva nel movimento gabber.

Che fine hanno fatto skinhead, metallari, juggalo e tutti quei ragazzi che un tempo rappresentavano le cosiddette sottoculture giovanili? È questa la domanda che ha guidato Postma nell’ideazione della mostra Strange Days & Modern Day Rogues, inaugurata ieri presso la galleria 4Bid all’OT301.

Da venerdì 12 ottobre fino alle 16.00 di domenica 14 sarà possibile osservare alcune testimonianze delle sottoculture giovanili degli anni ’90 e 2000 attraverso gli scatti di artisti provenienti da USA, UK, Russia e Paesi Bassi. Le serate saranno animate da Dj internazionali e interventi che si interrogheranno sulle controculture dal punto di vista accademico.

“Essere parte di un gruppo, condividerne i valori, i canoni estetici e i gusti musicali, aiuta gli adolescenti a costruire la propria identità. La formazione degli individui passa attraverso il bisogno di riconoscersi in una cerchia di ‘simili’ in cui esprimersi liberamente” sostiene Tom ter Bogt, professore di musica popolare e cultura giovanile all’Università di Utrecht.

Ora, vent’anni dopo, sono sempre meno gli appartenenti a questi gruppi che si intravedono per le strade o nei cortili delle scuole. Potremmo chiederci: dove sono finiti? Le sottoculture stanno scomparendo?
“Facebook, Instagram e i social media in generale hanno completamente modificato le dinamiche di formazione personale e della ricerca d’indipendenza. I ragazzi sono molto più individualisti e il sostegno di un gruppo di amici non è più fondamentale. Inoltre, la società in cui viviamo sta diventando sempre più permissiva smorzando così l’esigenza dei giovani di ribellarsi al sistema” ci spiega Boris Postma.

È solo nostalgia o il valore sociale delle sottoculture è ancora vivo?

Le fotografie presenti sono opera di Taran Allen (USA), Daniel Cronin (USA), Kes Glozier (Regno Unito), Rebecca Lewis (Regno Unito), Boris Postma (NL) e Leeza Pritychenko (RU). Questi artisti vantano collaborazioni con MOMA (NYC), PS1 (NYC), Dazed & Confused, TIME Magazine, The New York Times e Vice Magazine.
La mostra è stata realizzata grazie all’Amsterdam Fund for the Art e il London-based Museum of Youth Culture.

https://www.facebook.com/events/460490321139274/?__mref=mb

 

 

       

 






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