Un gruppo di alcune centinaia di membri di GroenLinks e del Partito del Lavoro (PvdA) teme che la fusione tra i due partiti possa avvenire a scapito della voce della sinistra. Si sono riuniti nel movimento LinksBoven e ieri si sono incontrati a Utrecht, dice NOS.
La fusione tra GroenLinks e PvdA non è ancora definitiva, ma ci si aspetta che i membri delle due formazioni la approvino. Il prossimo mese si terrà un congresso congiunto dei due partiti a Nieuwegein.
Nessuna opposizione alla fusione
LinksBoven non si oppone alla fusione in sé, ma ritiene che debba avvenire in modo diverso: una forza di sinistra unica potrebbe puntare al centro, quindi a tematiche più vicine alla destra, dicono.
“Se come partito di sinistra vuoi fare la differenza, devi dire dove stanno i problemi. Si tratta, ad esempio, dei ricchi che diventano sempre più ricchi, o del bestiame che continua ad accumularsi”, dice Smits.
Antimilitarismo
I valori fondamentali di LinksBoven includono ecologismo, anticapitalismo e antimilitarismo. Ma ci si chiede se questa visione non sia troppo radicale per la nuova formazione unificata.
All’interno del PvdA c’è anche un gruppo, composto soprattutto da esponenti storici, contrario alla fusione. Si sono uniti sotto il nome Rood Vooruit. Temono che il nuovo partito “rosso-verde” sarà attrattivo solo per progressisti con un alto livello d’istruzione e che del pensiero socialdemocratico tradizionale rimarrà ben poco.
Nonostante ciò, sembra che la maggioranza dei membri di PvdA e GroenLinks sia favorevole alla fusione: negli ultimi anni, tutte le votazioni interne hanno mostrato un ampio sostegno alla cooperazione tra i due partiti.
La votazione del mese prossimo sarà la più importante del processo di fusione e riguarderà una decisione di principio: se i membri approveranno, si dovranno ancora redigere lo statuto e il programma fondativo. L’obiettivo è celebrare il congresso costitutivo nel 2026. Attualmente GroenLinks-PvdA ha 25 seggi nella Tweede Kamer (la Camera bassa olandese).







