Lo Stato olandese si è speso con tutte le energie per KLM, talmente tanto e con vigore da aver fatto storcere la bocca a molti. Perchè un maxi investimento in una compagnia sulla quale aveva già investito 750 milioni di euro all’inizio dello scorso anno per acquistare il 14% delle azioni? Ora, oltre a quell’iniezione di denaro ci sono altri fondi pubblici, giunti attraverso il regime fiscale NOW.

Stando ad un’inchiesta del portale Follow The Money, l’impegno del governo (salvare i posti di lavoro) sarebbe costato 350 milioni di euro, solo in questo trimestre, per garantire lo stipendio allo staff KLM. Ma non basta ancora: Air France-KLM ha bisogno di un enorme credito di emergenza, 11 miliardi in totale, dei quali 2-4 miliardi di euro arriveranno dal lato olandese.

Se gli stipendi dei dipendenti KLM li sta già pagando lo Stato, perchè dare altri soldi alla compagnia, si chiede FTM. Stando ad un calcolo del portale, lo stop alle operazioni è un danno ma i costi per i vettori si sono, effettivamente, di molto ridotti. Soprattutto per il carburante.

Eppure, per vettori quali KLM, la situazione è molto più complessa: per coprire i prezzi variabili, spiega FTM, le compagnie aeree registrano una parte del loro consumo di carburante per il futuro, concordato con compagnie d’assicurazione e con i gestori delle aziende petrolifere. Di fatto, si tratta di contratti che garantiscono il mantenimento di un prezzo standard anche per il futuro ma che comportano l’obbligo dell’acquisto di carburante. A qualunque condizione. Quindi anche nel caso di una pandemia. In base a ciò che racconta FTM, il gruppo KLM-AirFrance non può liberarsi dell’obbligo di acquisto. E secondo Bloomberg, citato da FTM, il tandem franco-olandese si trova ora ad acquistare -per forza- cherosene ad un prezzo di gran lunga superiore a quello attuale, dopo che il petrolio è crollato.

“Nel suo bilancio 2019, Air France-KLM scrive che qualsiasi calo di $ 10 dei prezzi del petrolio comporterà una perdita di $ 584 milioni. Dalla fine del 2019, il prezzo del petrolio non è diminuito di 10, ma di 45 dollari. AirFrance-KLM perderebbe -quindi- oltre 2,5 miliardi di euro”.

C’è poi un’altra questione: il leasing. Un parte importante della flotta, spiega FTM, non sarebbe di proprietà delle due compagnie ma presa in leasing. Da dove provengano quegli aeromobili non è noto ma secondo il portale olandese, potrebbe essere in Irlanda. “Da quando la prima compagnia di leasing di aeromobili è stata fondata nel 1975 con il nome di Guinness Peat Aviation (GPA) da Tony Ryan, l’uomo d’affari irlandese che avrebbe poi fondato Ryanair, l’Irlanda ha fatto tutto il possibile per rendere la vita facile a queste compagnie. Il risultato: 14 delle 15 più grandi società di leasing aeronautico hanno sede in Irlanda. Insieme possiedono ufficialmente più della metà di tutti gli aeromobili noleggiati nel mondo.”

Un trattamento di favore dello Stato irlandese, avrebbe convinto quasi tutte le compagnie a scegliere l’isola come sede. Il principale vantaggio fiscale offerto dalle autorità fiscali irlandesi è il periodo di ammortamento accelerato per gli aeromobili di proprietà delle società di leasing irlandesi. Tale aeromobile dura normalmente da un minimo di 25 a 30 anni, ma le società di leasing possono ammortizzarlo in 8 anni. I costi di ammortamento annuali sono quindi enormi, il che riduce il profitto imponibile. Di conseguenza, questo tipo di società difficilmente paga alcuna imposta.

Quindi, dice FTM, il settore del leasing contribuisce poco all’erario irlandese, non crea molta occupazione ma i salari sono tra i più alti pagati nel paese.

In ogni caso, spiega ancora il portale olandese, KLM dovrà continuare a rispettare gli obblighi con queste società anche se gli aerei sono a terra. Quindi, in soldoni, i soldi pubblici per il salvataggio della compagnia di bandiera olandese finiscono per finanziare una holding con sede nei paradisi fiscali. In pratica, scrive ancora FTM: gli aiuti di Stato non vanno alla creazione di posti di lavoro o ai bonus di gestione. I soldi vanno per il cherosene e le società di leasing che non sospendono gli obblighi dei clienti, neanche in tempo di crisi.

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