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La polizia del Brabante orientale ha interrogato 47  sospetti  ritenuti responsabili di aver truffato diverse persone usando una tecnica su Whatsapp detta “friend-in-need” (amici bisognosi). Con questo escamotage i truffatori si fingono parenti o amici delle vittime, sostengono di essere in difficoltà e chiedono somme di denaro. Successivamente, le vittime versano queste somme sui conti dei truffatori.

Si tratta di un crimine spesso commesso in modo organizzato da soggetti che vanno dai 14 anni a più di 60. Le somme di denaro rubato, inoltre, sono ingenti (anche migliaia di euro) e per questi motivi la squadra contro i crimini informatici del Brabante orientale ha deciso di adottare un approccio nazionale. Un modo per combattere la truffa nella sua interezza e non i singoli episodi.

Il sistema funziona su due livelli: a un primo livello ci sono giovani truffatori, detti “money mule” tutti  di categorie vulnerabili, persone, ad esempio, sommerse dai debiti o tossicodipendenti. Questi vengono spesso arruolati da truffatori esperti con la promessa di facili guadagni. Le vittime depositano, infatti, il denaro solo sui conti dei money mule e on questo modo il secondo livello di truffatori, quello ai vertici, non viene tracciato.

“I truffatori spesso lavorano in modo professionale e cercano di rimanere fuori dai giochi, ad esempio utilizzando capri espiatori vulnerabili. Fortunatamente la polizia riesce comunque a rintracciare i sospetti”, ha affermato Matthijs van Dam, dell’ufficio del Pubblico Ministero   specializzato in casi di frode.