Leo Van Vreckem, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons
Il Ministero della Giustizia fiammingo ha ampliato l’inchiesta su possibili frodi nelle elezioni locali in almeno dieci comuni del Belgio. L’indagine, avviata due settimane fa a seguito di segnalazioni di “sollecitazione” di deleghe di voto a Ninove, include ora anche Brakel, Turnhout, Veurne, Alken, Dilbeek, Koekelare e due comuni nella zona di Leuven.
Le deleghe permettono a una persona di votare per conto di un elettore impossibilitato, ad esempio per motivi di lavoro o salute, ma deve essere l’elettore a designare volontariamente il sostituto: la “raccolta sistematica” di deleghe è vietata, anche se informare sui diritti di delega è consentito. Tuttavia, le regole appaiono poco chiare secondo alcuni politologi, dice il portale fiammingo VRT.
Ad esempio, il sindaco di Turnhout, Van Miert, ha inserito moduli di delega nelle brochure del suo partito, offrendo anche un servizio navetta gratuito verso il seggio elettorale. A Veurne, il sindaco Roose ha inviato lettere personali con moduli di delega e indicazioni per ottenere una certificazione medica che giustifichi l’impossibilità di voto di persona.
Anche a Koekelare si è notato un numero insolitamente alto di voti delegati (7%), ma senza che l’opposizione abbia presentato denunce.
Il Ministero della Giustizia sta esaminando se vi siano prove di “sollecitazione” indebita di deleghe: le denunce presso il Consiglio per le Contestazioni Elettorali di altri comuni come Hasselt e Gavere potrebbero portare a sanzioni, che in casi estremi di frode potrebbero anche annullare il risultato elettorale.







