I freelance nella comunicazione, nel marketing, nei media e nei settori creativi sono caduti in disgrazia a causa della crisi del coronavirus: stando a ADformatie circa il 60 percento ha perso più della metà dei propri guadagni, il 42,5 percento ha addirittura riportato perdite del 75%o più. Quasi un lavoratore autonomo su cinque (19 percento) sta prendendo in considerazione l’idea di smettere l’attività da zzp’er.

Questi dati emergono da un sondaggio dello stesso portale Adformation tra 450 liberi professionisti nelle ultime settimane. Il motivo principale della perdita di reddito è che gli ordini sono stati ritirati o annullati; Il 67,3 percento dei liberi professionisti ne è affetto. Il 48% riferisce che i ricavi in ​​calo sono anche il risultato della mancanza di nuovi ordini.  Più della metà dei freelance richiede assistenza di emergenza

La “trappola” del reddito ha portato al 51% a chiedere aiuti di emergenza attraverso il fondo temporaneo per imprenditori autonomi (Tozo). Il 13% degli intervistati non lo ha ricevuto, o ancora non lo ha ricevuto. Il motivo più frequentemente citato per cui i lavoratori autonomi non ricevono il sostegno di emergenza è che stanno ancora aspettando una risposta alla loro richiesta.

I freelance nel settore creativo sarebbero i più colpiti: circa il 70 percento ha visto svanire più della metà del proprio reddito. Il 62,5% ha chiesto il sostegno del governo, al 12% non è stato concesso. Situazione molto seria anche per i freelance nei media: il 64,7% ha persi più della metà dei propri guadagni, il 49% addirittura ha perso il 75% o più. Per chi lavora nella comunicazione, scrive ADformatie, la situazione è più tranquilla: nei guai poco più di 1/4.

Dei 450 freelance che hanno risposto al questionario, il 30,8% lavora nella comunicazione, il 16,2 nel marketing, il 13,6 nei media e il 39,3% produce contenuti, scrive il portale.