La coalizione di governo olandese di destra-estrema destra (PVV, VVD, NSC e BBB) ha deciso di non affrontare ulteriormente il caso delle presunte dichiarazioni razziste emerse durante il Consiglio dei Ministri in seguito alle violenze legate alla partita Ajax-Maccabi Tel Aviv. I verbali di quella riunione resteranno segreti, come previsto dalla norma che li sigilla per almeno 20 anni, dice NOS.
I partiti di opposizione, tra cui GroenLinks-PvdA, D66, Denk, Partito per gli Animali e Volt, avevano chiesto un dibattito urgente e la pubblicazione dei verbali, ma la proposta è stata bocciata con 87 voti contro e 51 a favore. Il Premier Schoof aveva già dichiarato venerdì sera che non intendeva rendere pubblici i documenti, ribadendo che “nel Consiglio dei Ministri e nella coalizione non ci sono stati episodi di razzismo”.
La controversia è iniziata con le dimissioni inaspettate di Nora Achahbar, sottosegretaria di Stato del partito NSC, che ha lasciato il governo citando “toni e contenuti polarizzanti” nelle discussioni sull’integrazione. Fonti interne al suo partito avevano suggerito che le dimissioni fossero legate a presunte dichiarazioni razziste, scatenando la richiesta di chiarezza da parte dell’opposizione.
Oltre ad Achahbar, ieri anche due parlamentari di NSC, Femke Zeedijk e Rosanne Hertzberger, hanno annunciato il loro ritiro, lamentando la mancanza di “decoro” nella politica dell’Aia. Zeedijk, riferendosi al caso di Achahbar, ha dichiarato: “Per me, la discriminazione ha assunto un volto”. Tuttavia, non ha specificato a chi si riferisse.
I partiti di coalizione e alcune formazioni di destra, come SGP e JA21, si sono opposti a qualsiasi dibattito, definendolo inutile. Il leader di GroenLinks-PvdA, Frans Timmermans, ha criticato la decisione, sottolineando l’indignazione pubblica e il bisogno di trasparenza. Tuttavia, il governo ha mantenuto la linea di riservatezza, citando il dovere di segretezza riguardo alle discussioni interne.







