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Istantanee per essere dimenticati: la nascita della fotografia amatoriale in mostra al Rijskmuseum

In mostra anche il più antico album fotografico olandese ritrovato casualmente nel 1973 a Waterlooplein

Una raccolta di immagini apparentemente insignificanti in oltre cent’anni: un ritratto di un bambino, una famiglia in posa o un “selfie” allo specchio. Quello che l’esposizione Everyone a Photographer al Rijksmuseum vuole mostrare, è come sia cambiato l’uso della fotografia, dai ritratti in posa del passato alla maggiore spontaneità delle foto amatoriali all’inizio del XX secolo.

“A cavallo dei due secoli la vita quotidiana entra nella fotografia”,  ha riferito a NOS Mattie Boom, dottoressa di ricerca grazie al lavoro sulle foto in mostra. “In precedenza, se volevi una foto ricordo, dovevi posare in uno studio, pagando per un sfondo urbano o un paesaggio. Agli inizi del Novecento diviene più semplice fotografare quello che più si ama nei dintorni di casa” continua ancora la ricercatrice. “Oggi sappiamo tutto dei nomi più importanti della fotografia del XX secolo – Weston, Capa, Van der Elsken – ma nessuno ha mai approfondito il cambiamento della fotografia in quel momento storico”.

Come la maggior parte dei cambiamenti, questo è stato causato dagli sviluppi tecnologici. Nel giro di cinquant’anni la fotografia è passata da camere complicate e ingombranti che richiedevano l’uso di diversi reagenti chimici ad apparecchi più semplici a pellicola. Una rivoluzione tecnologica che non ha alcuna intenzione di arrestarsi, dalle camere oscure a macchine sempre più istintive e semplici da usare.

Uno dei primi esempi inclusi in questa mostra è il più antico album fotografico olandese risalente al 1889. Le foto sono state scattate con una fotocamera Kodak, rivoluzionaria per l’epoca. L’album, ritrovato al mercato di Waterlooplein nel 1973, raccoglie le foto della famiglia di Willem Frederik Piek – un industriale che comprò la macchina fotografica mentre viaggiava negli Stati Uniti.

L’immagine più iconica della mostra è quella che ha congelato per l’eternità tre ragazzi mentre saltano. Scattata da Piek, la foto rompe più di una convenzione: immortala soggetti sconosciuti al fotografo e offre una composizione della scena più casuale. Ed è esattamente quello che continua ancora oggi con le immagini da smartphone e l’immediata condivisione social: “abbiamo iniziato a comunicare molto meno a voce, molto più con le immagini” osserva ancora Boom. Il risultato è che le foto sono diventate sempre più “istantanee”.

L’album di Piek è finito in un mercatino delle pulci dopo due generazioni, perché nessuno aveva alcun legame con la gente nelle foto. Le nostre foto oggi svaniscono poco dopo la pubblicazione online.


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