Quattro fotografie che mostrano ebrei mandati nella camera a gas e il rogo di corpi nel campo di concentramento di Auschwitz sono state scartate da una retrospettiva in una mostra al National Holocaust Museum di Amsterdam perchè troppo scioccanti, scrive il Volkskrant.

Le foto, che sono state scattate dal prigioniero greco Alberto Errera, rischiando la vita, e salvate di straforo in un tubetto di dentifricio, sono gli unici scatti conosciuti in cui si possano effettivamente vedere l’Olocausto nel suo orrore.

Avrebbero dovuto rappresentare “la conclusione logica” di una mostra che racconta la storia dell’olocausto nelle fotografie, hanno detto i curatori ospiti Erik Somers e René Kok. “Mostriamo come il crescendo di esclusione sociale degli ebrei dal 1940 abbia portato alla persecuzione e infine al genocidio.

Queste foto andavano esposte, non importa quanto orribili fossero, hanno detto i responsabili della mostra al giornale. Emile Schrijver, direttore del Jewish Cultural Quarter di Amsterdam, ha dichiarato al giornale che, a parte i dubbi sul valore pedagogico di foto tanto orribili, quegli scatti erano già in mostra all’Hollandse Schouwburg di fronte al museo.

“Sarebbe stato ridicolo mostrare foto di un fotografo greco con vittime greche ora che i visitatori possono vederle dall’altra parte della strada. Questa mostra riguarda la persecuzione degli ebrei olandesi “, ha detto al giornale.

Le foto di Errera non sono state rimosse ma coperte. Il motivo è che la mostra, intitolata La persecuzione degli ebrei in fotografia, si recherà a Berlino, dove potrà essere visitata presso l’istituto Topographie des Terror dal 29 ottobre.

Non è noto dove Errera, morto ad Auschwitz abbia ottenuto la fotocamera per realizzare le sue foto